Da giorni i mass media ticinesi dedicano grande spazio ( addirittura editoriali in prima pagina…) alle polemiche suscitate dalla festa in musica e relativo banchetto svoltesi nel Palazzo civico di Bellinzona per il matrimonio del sindaco Brenno Martignoni.

Quando ho appreso la notizia di questa insolita occupazione delle sale di rappresentanza della Città la mia mente è risalita al marzo scorso, quando il Municipio della capitale rispose picche al comitato dell’iniziativa popolare antiburqa che aveva chiesto l’uso di una qualsiasi sala del Palazzo civico per presentare l’iniziativa alla stampa.
A motivazione di quel diniego il Municipio scrisse che “le sale non sono concesse per attività prettamente politico/partitica” e ci invitò a far capo “ ai numerosi esercizi pubblici della piazza”. Come dire che il luogo più adatto per far politica non è l’edificio che ospita le riunioni del Consiglio comunale e del Municipio, ma sono i bar.
In quell’occasione nessuno si scandalizzò per quella decisione, nessun consigliere comunale presentò delle interpellanze per chiedere spiegazioni, nessun direttore di giornale scrisse un editoriale per denunciare lo schiaffo ai diritti popolari : forse perché l’argomento toccato dall’iniziativa non era considerato “politicamente corretto”… E i giornali (a parte il CdT) snobbarono la notizia, dedicando pochissime righe al comunicato di protesta diramato dagli iniziativisti.

Il fatto che le sale di un Palazzo comunale siano utilizzate per la festa di matrimonio di un sindaco in carica non mi scandalizza più di tanto, purché ciò valga per tutti i futuri sindaci e purché i costi non siano a carico della comunità. Ma se per una semplice conferenza stampa legata all’esercizio dei diritti popolari il Municipio nega l’uso delle sale (quasi che si trattasse di un’attività deplorevole) invitando nel contempo gli organizzatori a rivolgersi ai numerosi esercizi della piazza, allora mi spiace per il sindaco ma penso che queste stesse sale siano semmai più adatte ad ospitare attività politiche che non un banchetto di matrimonio che, quello sì, potrebbe essere organizzato in uno dei “numerosi esercizi della piazza”.
A questo punto auspico che il Municipio bellinzonese riveda le “Direttive per occupazioni di sale e spazi a Palazzo civico”, secondo cui per l’attribuzione di quelle sale “ si deve prioritariamente considerare il ruolo istituzionale e rappresentativo dell’edificio” e specifichi che le attività politiche democratiche non sono in contrasto con il ruolo istituzionale del palazzo.

Giorgio Ghiringhelli, Losone