I ministri della Difesa della Nato, riuniti oggi a Bruxelles, sono intenzionati a mantenere la presenza in Libia degli aerei dell’Alleanz almeno sino alla fine dei combattimenti tra insorti e truppe lealiste.

Sei mesi dopo il suo inizio, l’operazione della Nato dovrebbe giungere comunque alla fine. Lo ha assicurato Anders Fogh Rasmussen, il Segretario generale della Nato ai ministri presenti in sessione. Rasmussen non ha fissato una data per il ritiro, ma ha assicurato che la permanenza in Libia degli aerei dell’Alleanza durerà ancora poche settimane. Il ritiro verrà deciso in accordo con le Nazioni Unite e con il Consiglio libico di transizione.

La Nato monitorizza in particolare la situazione a Sirte, dove gli uomini del Consiglio libico di transizione ancora non riescono a scardinare la forte resistenza delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi.
“Sirte è un luogo simbolico – ha detto ieri il ministro francese della Difesa Gérard Longuet – ma le forze della Nato qui non possono intervenire, vista l’assenza di truppe terrestri. I raid aerei non possono essere condotti in un ambiente urbano e per questo nelle ultime settimane i bombardamenti sono diminuiti d’intensità. I velivoli si sono limitati a missioni di ricognizione.”
“Anche senza bombardamenti, i voli di ricognizione hanno un impatto psicologico per entrambe le fazioni – ha dichiarato un diplomatico.

Presente a Bruxelles, il Segretario statunitense della Difesa Leon Panetta ha spiegato che i combattimenti attorno a Sirte sono ancora troppo violenti per permettere alla Nato di ritirarsi.
“Esamineremo la situazione attentamente, soprattutto la capacità del CNT di proteggere efficacemente la popolazione – ha dichiarato Rasmussen – Vogliamo evitare che il giorno dopo la nostra partenza chi ha combattuto per la liberazione venga massacrato dai soldati lealisti. Per noi sarebbe un terribile smacco, una grave sconfitta.”