Il Comitato di Idealiberale ha preso atto con particolare soddisfazione del sondaggio del Giornale del Popolo di venerdì scorso, che vede Sergio Morisoli in buona posizione.

Cosa vuol dire? Vuol dire che Morisoli da molta gente è visto come una persona nuova, indipendente, intelligente, preparata e soprattutto non obbligato all’osservanza di ideologie partitiche. Un riconoscimento non effimero, ma espresso nella personale libertà di scelta e nella tenacia a voler rappresentare il centro-destra ticinese a Berna.
Non è certo un dato di fatto irrilevante, se poi si pone mente al fatto che ancora recentemente e siamo certi continueranno, si sono potuti leggere sprezzanti e denigratori pezzi contro Morisoli.

Idealiberale è del parere che a persone intrise di odio, si debba concedere il beneficio della cecità politica. Non è possibile altrimenti capire il motivo di tanta acredine, solo per ferire, senza nessuna motivazione dell’eventuale dissenso sulle idee e sul programma del candidato. Ma chi ha l’odio dentro di sé è persona povera, da non invidiare.
Certo, Idealiberale sa bene che tra il sondaggio e il voto ci può essere differenza, specialmente poiché l’inattesa buona classifica di Morisoli ha sicuramente messo in moto le potenti macchine dei partiti e quelle dei soliti apparati ad essi collegati, che verosimilmente cercheranno, per un verso o per l’altro, di far cambiare idea a qualcuno.

La sfida per Morisoli è quella tra il soccombere agli apparati di potere partitici organizzati o il riuscire a rappresentare a Berna la nostra gente, le piccole e medie imprese e quindi le persone libere che pensano con la loro testa.
Idealiberale ha notato con piacere che anche nelle previsioni per il Consiglio nazionale è in atto un salutare ringiovanimento e spostamento al centro destra che si spera possa prendere forma concreta la prossima domenica.
Idealiberale sosterrà dunque con convinzione questa voglia di cambiamento.

Idealiberale ha pure espresso riserve per l’atteggiamento del Governo sulla richiesta di 40 milioni ai Comuni. Il travaso sui comuni di oneri senza le relative competenze costituisce, un atto inaccettabile. Ancora una volta si deve rilevare che la psicologia politica e il rispetto di alcuni aspetti basilari di collaborazione proprio non trovano sede a Bellinzona. Nella perentoria richiesta dei 40 milioni non si è nemmeno fatto pallido accenno ad eventuali misure di contenimento della spesa pubblica che nessuno è ormai più in grado di governare con la necessaria lucidità e saggezza.

IDEALIBERALE, Enrico Iten