La campagna per le elezioni federali è passata piuttosto sotto tono; i dibattiti non sono stati molti e i candidati (salvo poche eccezioni) non vi hanno particolarmente brillato.
Laddove bisogna però distinguere due livelli: il livello formale, della capacità dialettica, e quello sostanziale, a sapere cioé se il discorso fatto “grammaticalmente” bene sia poi anche convincente
.

Faccio un esempio del secondo livello: l’on. Carobbio dialetticamente è abbastanza preparata (un mio caro conoscente dice che “parla come un disco”), ma quanto a convincermi, personalmente ci riesce assai di rado.
Faccio un altro esempio: Fulvio Pelli è sicuramente uno dei politici più navigati in circolazione sulla
piazza ticinese, e pure più solido e convincente della Carobbio, ma questo non significa che la racconti sempre giusta: per esempio sui bilaterali e sull’impossibilità di rinegoziarli anche solo parzialmente, egli ci sembra ripetere più che altro degli “articoli di fede” da credere ciecamente ma che non sono affatto ragionevoli e dimostrati; in questo caso egli difende l’interesse economico dei datori di lavoro più che l’interesse ben compreso del Paese.

Anche sul tema delle perdite miliardarie della BNS nell’operazione a sostegno dell’euro, egli ha schivato abilmente l’oliva e le sue argomentazioni fatte nel corso dell’ultimo dibattito su “Teleticino” non hanno convinto molti, salvo forse qualche gregario PLR che ubbidisce senza domandare spiegazioni (ma non so se ve ne siano ancora molti di tal fatta).
Ancor va detto che a Teleticino è stato più sfuggente sul tema, ammettendo almeno che queste perdite valutarie della BNS “lo preoccupano”; qualche settimana fa su “Arena” aveva invece ancora esortato il suo interlocutore UDC che “occorre avere fiducia nella BNS, dovete avere fiducia nella BNS”.
Domanda per l’on. Pelli: bisogna far fiducia a Hildebrand anche se ci porterà nel baratro?

Da parte sua il candidato Abate, confrontato con le ricette propositive e secondo me molto pertinenti di Sergio Morisoli sul come gestire le riserve valutarie in euro della BNS (vale a dire usarle per finanziare il doppio tunnel e l’Alptransit anziché investirle in obbligazioni di Paesi UE a rischio di bancarotta), non ha trovato di meglio che fare lo spiritoso tentando di ridicolizzare Morisoli chiamandolo “il brasiliano” che ha la presunzione di fare gol da solo senza fare gioco di squadra (= di partito).

Abate dixit: a Berna ci vuole gioco di squadra, non ci vogliono brasiliani. Ah sì? A me pare che se il gioco di squadra dei soliti partiti ha dato quel che ha dato (in specie in riferimento ai problemi mai risolti che toccano il nostro Cantone: rustici, frontalieri, ristorno fiscale all’Italia,ecc.), forse è venuto il momento di affidarsi a qualche “brasiliano” che porti idee innovative e fuori dagli schemi superati in auge a Palazzo federale.

Ma torniamo al discorso iniziale: resta il fatto che l’impreparazione di molti candidati nei dibattiti che abbiamo seguito, era talora sconfortante. E intendo qui la mancanza di conoscenza minima dei temi su cui un candidato al Nazionale dovrebbe poter essere in grado di dire qualcosa; non intendo alludere a chi esprime una tesi poco convincente, ma a chi visibilmente non ha nessuna idea sulle cose che il suo interlocutore gli spiattella in faccia, indi gli risponde in modo penoso o non gli risponde per nulla incassando senza replicare le più perfide insinuazioni dell’avversario di turno (per es. dello Stojanovic di turno, tanto per alludere all’ultimo dibattito sulla TSI).
Si sarà capito che sto pensando in primo luogo ai candidati della parte a cui mi sento più vicino, ma la critica potrebbe facilmente estendersi a parecchi altri; laddove il rimprovero non va tanto all’interessato ma piuttosto al partito che manda allo sbaraglio nel dibattito finale una persona inesperta…
E tuttavia, nonostante la superiorità dialettica in qualche dibattito degli esponenti della sinistra o dei partiti di centro, la cosa più sensata che i cittadini possono fare é quella di votare per l’UDC e per la Lega (anche perché gli eventuali inesperti se eletti avranno modo di impratichirsi nella principale frazione delle Camere).

E naturalmente di votare Morisoli per gli Stati, oggettivamente più preparato di tutti gli altri candidati (eccettuato forse il Consigliere agli Stati uscente Filippo Lombardi). Solo votando Lega-UDC e agli Stati Morisoli, si dà luogo a una svolta salutare, nell’interesse sia del Ticino che della politica svizzera. Occorre un segnale chiaro che la deputazione ticinese sarà compatta a difendere gli interessi del Ticino (vedi ristorno frontalieri, accordo di doppia imposizione con l’Italia, Alptransit, rustici, ecc.). Non abbiamo bisogno di “agenti del Re di Prussia” nella nostra deputazione, né di persone che pensano più a Cuba che al Ticino.
E nel contempo occorre una deputazione che a Berna dia una mano a eleggere un Consiglio federale meno scombinato di quello attuale, un C.F. che rispetti la concordanza e che abbia una linea politica affidabile e che sia meno succube di Bruxelles. Riassumendo: Morisoli e Lombardi agli Stati, UDC al Nazionale, senza aver schifo anche di dare qualche preferenza a un candidato della Lega o del PPD che è grossomodo sulla stessa lunghezza d’onda su parecchi temi.
E con un invito alla reciprocità (cioè a voler dare un voto a qualche candidato UDC dei più quotati: Rusconi, Pinoja o Mellini) agli elettori PPD o di altri partiti che abbiano a cuore alcuni temi sostenuti dall’UDC svizzera.

Paolo Camillo Minotti