Domenica al summit di Bruxelles Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno confermato che si sta delineando un accordo sul consolidamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria.

“Non vi saranno decisioni sino al summit di mercoledì prossimo – ha dichiarato Merkel.
“Siamo determinati a dare risposte comuni ambiziose e durevoli su tutti i temi in esame – ha aggiunto Sarkozy.
Per l’Unione europea si tratta di evitare che Spagna e Italia siano contagiate dalla crisi del debito. La Cancelliera tedesca ha chiesto a Roma di ridurre in maniera credibile il suo debito, che oggi raggiunge il 120% del Prodotto interno lordo.

Per giustificare il tempo necessario ai negoziati prima delle decisioni definitive, Sarkozy ha parlato di “un tema tecnicamente complesso, che richiede un notevole apporto finanziario, che coinvolge diversi partner privati, che riguarda i 17 paesi della Zona euro e tutte le istituzioni finanziarie mondiali.”
“Sabato i ministri europei delle Finanze hanno considerato due scenari; entrambi non comportano l’intervento della Banca centrale europea perché i trattati europei non lo permettono – ha detto Angela Merkel.
Una sconfitta per la Francia, in quanto Parigi aveva militato attivamente per coinvolgere l’istituzione monetaria nel consolidamento delle capacità del Fondo europeo di stabilità finanziaria senza pesare troppo sui singoli Stati.
Nicolas Sarkozy ha assicurato che la Banca centrale è indipendente: “Non compete ai capi di Stato e di governo dare istruzioni a chicchessia, ma nessuna soluzione può diventare effettiva se non ha il sostegno di tutte le istituzioni europee, si tratta di un lavoro di squadra.”

La risposta europea alla crisi si divide in tre tempi. Dapprima stabilità alla Grecia. Poi far accettare alle banche che portano crediti al governo di Atene perdite di almeno il 50% (in cambio di una ricapitalizzazione) e infine il rafforzamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria, per proteggere la Zona euro.