Sia chiara una cosa: all’amica ed ex vicina Penisola non si molla neanche un centesimo dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri! Contrariamente a quanto scritto in data odierna sul Corrierone del Ticino, il governicchio non ha preso alcuna decisione di sblocco dei ristorni, e al proposito lo attendiamo al varco!

A maggior ragione non si molla un centesimo al governo dei professori di Roma, lacché dei gangster di Goldman Sachs, privi di qualsiasi legittimazione democratica!
I ristorni si potranno sbloccare non certo all’inizio di eventuali trattative con la vicina ed ex amica Penisola, ormai fallita, ma solo quando si sarà giunto ad un accordo sulla doppia imposizione vantaggioso per la piazza economica e finanziaria ticinese, che comporti:
– Un’imposta di massimo l’8% per la messa in regola degli averi non dichiarati di cittadini italiani attualmente depositati in Svizzera, senza alcuno scambio automatico d’informazioni;
– Una trattenuta di massimo il 12% annuo su dividendi ed interessi dei fondi regolarizzati;
– La cancellazione della Svizzera da tutte le black list italiote;
– Un sensibile abbassamento del tasso di ristorno delle imposte alla fonte dei frontalieri, attualmente fissato al 38.8%;
– I ristorni vanno versati non già al governo dei professori di Roma, lacché dei gangster di Goldman Sachs, bensì ai Comuni di domicilio dei frontalieri!

Prima che sia stato siglato e messo in vigore un accordo di questo tenore, non si sblocca nemmeno un centesimo, anzi: si bloccano anche i ristorni dell’anno prossimo!
Se il governicchio cantonale pensa di calare le braghe sui ristorni, dovrà rendere conto al paese di aver gettato nel water la più efficace arma in possesso del nostro Cantone nei rapporti con la vicina ed ex amica Penisola, cosa che non rimarrà senza conseguenze politiche. Ricordiamo a tutti i membri del governicchio, nessuno escluso, che si possono raccogliere le firme per destituire il Consiglio di Stato!

Per la Lega dei Ticinesi
Giuliano Bignasca, presidente