Valentino Benicchio, presidente distrettuale PLR Luganese, commenta oggi sul Corriere del Ticino le vicende in casa liberale radicale all’indomani dell’annuncio delle dimissioni di Walter Gianora e della possibile nomina alla presidenza di Gabriele Gendotti.
Riportiamo qui di seguito alcuni passaggi dell’intervista curata da Fabio Pontiggia
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Benicchio definisce il clima dell’ultima Direttiva del PLRT “A dir poco allarmante. Le idee non sono chiare e nello stesso tempo c’è qualcuno che gioca sporco – e prosegue: “Il presidente Walter Gianora presenta la candidatura di Michele Morisoli alla presidenza. La sera stessa, con sorpresa di tutto l’UP ristretto, la consigliera di Stato Laura Sadis, propone quale alternativa Gabriele Gendotti.
… il clima è divenuto acceso non per la proposta di uno o dell’altro candidato alla presidenza, ma per le modalità con cui si è affrontato il problema.
Bene ha fatto Ignazio Cassis a richiedere la sospensione della Direttiva rimandando la decisione al successivo giovedì 1. dicembre.
Ritengo occorra eleggere già da subito un presidente e non posticipare la scelta per questa carica con un mandato ad interim. Si avvicinano le elezioni comunali e da quest’ultime il partito deve recuperare consensi…

La figura di Gendotti quale presidente non la condivido e quindi non la sosterrò in quanto alimenterebbe nuovamente tensioni all’interno del partito ovviamente legate alla parte liberale nella quale mi identifico.
… Mi è difficile identificare Gendotti quale rappresentante vicino all’economia o all’industria o quale promotore per la creazione di nuovi posti di lavoro. E poi non posso dimenticare la sceneggiata del tesoretto con il baule portato a Palazzo.
Fatte queste premesse, mi sembra evidente che, qualora fosse confermata questa ipotesi di Gendotti alla presidenza, la parte liberale del partito reagirebbe duramente.
… Per coerenza, seppure non ho nulla di personale con Gendotti, lascerei immediatamente la presidenza distrettuale e il partito stesso… Non mi sentirei più a mio agio in un partito che intende promuovere strategie politiche contrarie all’andamento reale del Paese.

Durante questi ultimi due anni mi sono impegnato parecchio per tenere insieme il partito almeno nel mio distretto, lavorando a stretto contatto con quasi tutte le sezioni.
Risultato di questa operazione è stata l’etichettatura quale candidato di IdeaLiberale nonostante tutti sapessero dei miei intenti propositivi nel PLRT, con conseguente non elezione al Gran Consiglio.
Penso che questa volta si è vicini alla spaccatura anche perché persone che come me amano praticare la politica liberale senza fini … non accettano per il tramite di vie non chiare imposizioni bulgare da parte di qualche esponente che siede nella Direttiva.”