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La marea nera provocata settimana scorsa al largo della Nigeria dal malfunzionamento di alcune installazioni della compagnia petrolifera Shell ha raggiunto le coste. Lo ha dichiarato ieri il gruppo ecologista Environmental Rights Action, una dichiarazione smentita dalla compagnia petrolifera. L’allarme è stato dato da diversi pescatori.

Shell ha confermato che la perdita equivale a circa 40mila barili di greggio e ha assicurato che è già stata ampiamente sciolta e dispersa grazie a solventi chimici. La causa della perdita è una condotta difettosa. L’estrazione in acque profonde, la cui capacità raggiunge 200mila barili al giorno, è stata interrotta.

Si tratta della più grave marea nera al largo delle coste della Nigeria da quando, nel 1998, la compagnia ExxonMobil aveva causato un grave incidente ambientale.
Gli ecologisti ritengono che da anni – nell’indifferenza totale – perdite di greggio di portata minore ma altrettanto letali per l’ambiente si producono nella regione petrolifera del Delta del Niger.