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Contrariamente a quanto hanno annunciato diverse agenzie di stampa, l’esercito iraniano non avrebbe ancora proceduto ai lanci sperimentali di missili nel Golfo.

I tiri sperimentali di missili a lunga gittata si inseriscono nell’ambito di manovre navali. La smentita è giunta oggi dall’ammiraglio iraniano Mahmoud Moussavi, comandante della Marina: “L’esercizio di tiro dei missili avrà luogo nei prossimi giorni – ha sottolineato.
Le agenzie di stampa iraniane Fars, Press TV e Irna avevano annunciato l’esecuzione dei tiri, una prova di forza verso le potenze occidentali in un momento in cui la tensione attorno al programma nucleare di Teheran è molto alta. Una fonte conferma che prossimamente le autorità iraniane proporranno all’Unione europea la ripresa dei negoziati sul tema, congelati dallo scorso gennaio.

Sabato scorso l’esercito iraniano aveva iniziato una serie di manovre navali la cui durata prevista era di una decina di giorni. Il tiro dei missili costituisce l’ultima fase delle esercitazioni. Una fase che mira a preparare la Marina ad affrontare il nemico in una situazione di guerra.
Teheran ha minacciato di chiudere lo stretto di Ormuz alla navigazione qualora le potenze occidentali decreteranno un embargo sulle sue esportazioni di petrolio per condannare il proseguimento del programma nucleare, giudicato sospetto.
La crisi legata al programma nucleare di Teheran si è aggravata dalla pubblicazione – l’8 novembre – dell’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica, secondo il quale l’Iran sta cercando di dotarsi dell’arma atomica.
Dalla pubblicazione di questo rapporto l’Unione europea sta valutando un embargo sulle esportazioni di petrolio iraniano, già in vigore negli Stati Uniti.
Il ministro iraniano del petrolio, Rostam Qasemi, ha affermato che in caso di embargo anche nell’UE il prezzo del barile di greggio potrebbe oltrepassare i 200 dollari.