Il Corriere del Ticino propone oggi un’intervista al presidente del PLR svizzero Fulvio Pelli riguardo alla vicenda BNS-Hildebrand.

Riguardo alla costituzione di una Commissione parlamentare per indagare su quanto accaduto, Pelli ritiene che “Una Commissione parlamentare d’inchiesta la si fa quando c’è qualcosa di grave, cosa che non mi sembra il caso in questa vicenda, soprattutto adesso che Philipp Hildebrand se ne è andato. Certo, ci sono ancora alcune cose da chiarire, alcuni dettagli da conoscere, ma oramai nulla è più di stretta attualità, per cui noi siamo contrari alla sua istituzione.”

“La cosa peggiore che possa capitare è che la politica metta le mani sulla BNS – aggiunge – e che questa perda di conseguenza la sua indipendenza. Ne va della sua credibilità e quindi della sua capacità di agire e operare.
… Quello che di grave è emerso da questa vicenda a mio avviso è la cultura che c’è dietro, che è la stessa che impera nel mondo da vent’anni: ci sono persone che non si accontentano, che vogliono continuamente guadagnare anche se rivestono una funzione pubblica e ricevono dei lauti stipendi. Bisogna invece fare delle scelte: o si è nel privato, e quindi si può fare entro certi limiti tutto quello che si vuole, o si è nel pubblico, dove i limiti sono maggiori.”