L’occasione per screditare definitivamente le agenzie di rating statunitensi si era presentata all’indomani della crisi del 2008 e non era stata sfruttata, era andata stupidamente persa. Il risultato è che oggi queste agenzie si credono invincibili, dettano legge in Europa, portando a livello di “spazzatura” o quasi la nota di Stati, banche e governi.

Le tre agenzie, in particolare Standard & Poor’s avrebbero dovuto essere declassate in maniera irreversibile per la loro responsabilità nella crisi finanziaria del 2008, in quanto per anni avevano attribuito la mirifica tripla A a titoli fra i più marci e tossici emessi dal mercato americano.
Avevano fatto passare per buoni e promosso prodotti finanziari integrati in crediti immobiliari ad altissimo rischio, che Wall Street aveva disseminato ai quattro angoli del pianeta.

I subprimes, meravigliosi prodotti di risparmio caldamente raccomandati dalle agenzie di rating, avevano provocato la più grave crisi finanziaria dagli anni 1930.
Questo sarebbe stato sufficiente a far sprofondare Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s in un discredito perenne. Sono corresponsabili della tragedia del 2008, hanno gravemente mancato alla loro missione, quella di consigliare gli investitori sulla solidità dei prodotti di risparmio.
Perché lo hanno fatto? Perché il sistema è perverso. Le agenzie di rating consigliavano sia chi emetteva sia chi acquistava prodotti di risparmio. Erano (e sono) pagate per quello che vendevano le banche. Più si vendevano prodotti tossici che loro avevano definito AAA, maggiori erano i loro guadagni.
La nota che attribuivano non aveva nulla di scientifico. Era unicamente il riflesso dell’opinione dominante negli ambienti dei mercati finanziari sull’evoluzione dell’immobiliare.

Si deve prendere sul serio il loro giudizio sul rating? Quando declassano uno Stato che chiede dei prestiti per pagare i propri debiti? E’ un fatto che oggi la stampa, gli Stati, i governi, tutti prestano la massima attenzione alle note emesse da queste agenzie.
Perché?
Perchè i governi e le banche centrali hanno imposto, nelle regolamentazioni finanziarie e bancarie, riferimenti alle agenzie di rating, il cui giudizio è diventato più importante di quello di chiunque altro.
Non di rado gli istituti di credito impongono investimenti nei prodotti consigliati dalle agenzie. E chi dimentica Nicolas Sarkozy, il presidente francese, quando si pavoneggiava tutto fiero della tripla A della Francia? Siamo un grande e solido paese perché lo dicono le agenzie di rating…

(Ticinolive/Le Monde.fr)