Subito dopo la costituzione di AreaLiberale avevo pregato il leader del nuovo partito di voler concedere un’intervista ai lettori di Ticinolive. Richiesta accolta. Allora gli mandai le domande ma quasi subito l’amico Sergio rinunciò all’intervista, argomentando che non andavano bene. “Rivolte all’indietro”, “la gente e il nostro elettorato è strastufa di queste menate”, eccetera.

Ho pensato comunque che valesse la pena di presentare le mie domande agli amici di Ticinolive. Esse volevano mettere in evidenza le difficoltà dell’impresa, che sono notevoli. Avrò esagerato? Può darsi. Tutte le parti in corsivo sono mie.


Francesco De Maria On. Sergio Morisoli, i maligni mormorano. Prima candidato PLR al governo, poi candidato Lega/UDC/Indipendenti agli Stati… Non è neppure passato un anno ed ecco che Morisoli si è fatto il SUO partito.
Domanda solo apparentemente “cattiva”. Non bisogna arrossire, e bisogna saper rispondere. Certo, con il senno di poi si può dire che Morisoli ha ceduto alla tentazione di una rivincita (troppo) rapida, che sembrava a portata di mano e alla fine si è rivelata un’illusione. Ma che tenti oggi di fare il suo partito: le idee sono buone e ha trovato le prime persone pronte a credere in lui. Rischia in prima persona, coraggiosamente.

L’aspetta un duro lavoro. Partire da zero è un impegno enorme.
Morisoli risponde (dico io): “Sarà una fatica immane, ma siamo un piccolo gruppo compatto, sapremo lottare e faremo tutto il necessario per crescere.

L’on. Francesca Bordoni Brooks mi ha detto, in occasione di una recente intervista: “Fondare un partito in Ticino, oggi, è un suicidio”. Morisoli vuole morire?
Alla simpatica e brillante Francesca avrei risposto così. Lei il suo partito azzurro ce l’ha da sempre ma… anche i Liberali debbono avere il loro. Morire? Non se ne parla!

Il neonato ha bisogno di crescere, deve nutrirsi. Dove pensa di trovare lo spazio politico e, soprattutto, i voti?
Tra gli elettori di centro-destra, oggi disorientati e sconcertati dalle ambiguità e dai cedimenti dei partiti borghesi, elettori che non vanno più a votare o che… hanno dato retta per qualche legislatura a certe chiassose sirene.

Se AreaLiberale si affermasse in modo chiaro, diciamo da qui al 2015, il partito liberale-radicale, almeno nel senso tradizionale, non esisterebbe più, perché i liberali si troverebbero organizzati all’esterno del PLR. Questa è naturalmente una previsione ottimistica ma… non è proibito sognare!
Tale dovrebbe essere, a mio avviso, l’obiettivo vero di AreaLiberale. Ambiziosissimo. Certo, in politica contano anche (e soprattutto) i numeri. Un partito al 5% sarebbe insufficiente, al 10% potrebbe costituire una valida forza capace se non altro di influenzare il corso della politica cantonale.

Che cosa diranno i leghisti vedendo il loro recente candidato agli Stati alla testa di un nuovo partito liberale?
Probabilmente non saranno contenti. Diranno: gli abbiamo messo tante volte addosso la maglietta verde… ma non è bastato! La domanda non voleva in alcun modo essere irridente. Morisoli può e deve assumersi la responsabilità della scelta che ha fatto, in nessun modo disonorevole. Ha perso, e non cascherà mica il mondo.

Mi permetto di aggiungere una fermissima opinione personale. I voti per eleggere Morisoli agli Stati almeno sulla carta c’erano. Bisognava però “fare il pieno”, e in questo il candidato ha fallito.

Prendiamo 100 elettori che abbiano votato Lega. Quanti di essi, e con quali motivazioni, potrebbero votare AreaLiberale?
Questo è un punto importante. Nessuno in AL spera nei leghisti “puri e duri”. Ma nella Lega si trova una parte considerevole di elettori di destra che ci sono andati per “disperazione”. Lì si potrebbe lucrare un bel po’…

Un partito come AL, che molti vedono come elitario e certamente si asterrà dal fare demagogia, è destinato a rimanere piccolo? Ci saranno solo leader e “teste d’uovo”, mancheranno le masse?
Potrebbe essere relativamente piccolo e tuttavia importante, portatore di idee intramontabili.

Che cosa troverà un elettore in AL, che non riesca più a trovare nel PLR?
Questo è un punto essenziale, affinché l’affermazione della nuova forza politica risulti possibile. La prima risposta che darei è: puntare sul senso di responsabilità e sull’impegno del singolo piuttosto che trasferire il carico dei problemi allo stato. Lo stato assistenziale è diventato troppo importante per i radicali, sembra essere la soluzione di ogni difficoltà. Ma questo è il socialismo della Regione.

Il Comitato direttivo di AreaLiberale, all’atto della fondazione, conta 12 membri mentre il massimo statutario è fissato a 21. C’è già un po’ di ressa per occupare i posti rimanenti?
In maggio, quando si terrà la prima assemblea generale del nuovo partito, i membri del Comitato direttivo saranno più di 12. Di questo sono certo.

Nell’aprile 2011 si scatenò un terremoto e in effetti in quei giorni finì qualcosa che sembrava non dover finire mai. Il nuovo governo cantonale si sta rivelando all’altezza di un così grande cambiamento?
Morisoli (come me) probabilmente risponderebbe di no. Il mutamento rispetto al passato è stato sostanziale (perdita della maggioranza relativa in Governo per il PLR) ma l’impatto, soprattutto psicologico (e queste cose contano!), è stato piccolo. La Lega dovrà mostrare al mondo ciò che sa fare, oppure pagherà dazio.

Come giudica, negli ultimi 5 anni, la politica finanziaria del Cantone condotta dalla consigliera di Stato Laura Sadis? Perché non è una politica finanziaria liberale (ammesso che non lo sia)?
Questa domanda voleva offrire a Morisoli l’occasione di mostrare la sua vasta competenza in ambito finanziario. Ricordo in particolare il suo recente intervento parlamentare “Perché rimandare al governo il preventivo 2012?” Perché è un preventivo della rassegnazione…

Il nuovo vicepresidente trainante del PLR ha dichiarato: “Voglio un partito come trent’anni fa!”, il che può costituire anche una patetica illusione… perché il tempo non cammina all’indietro. In che modo e con quali motivazioni un liberale PLR-doc potrà rimanere nel partito di Gendotti? Con quali lusinghe Morisoli potrà attirarlo a sé?
Questa è un’altra domanda fondamentale. Che cosa potrà offrire AL a un politico? Ideali, ma non potere e non poltrone. Dunque molti, magari poco convinti, preferiranno restarsene al caldo nel vecchio partito, che – benché ammaccato – conserva un residuo dell’antica forza.

Ho vissuto in prima persona nel 1995 l’esperienza frustrante del Polo della Libertà, iniziativa improvvisata che ricevette dalle vicinissime elezioni una sanzione immediata e brutale. Per AL i tempi sono diversi, le cantonali si collocano al 2015 e tre lunghi anni sono disponibili per l’edificazione del partito. Sarà una fatica di Sisifo, un impegno intensissimo…
Ovviamente questa domanda non voleva augurare ad AreaLiberale la stessa fine ingloriosa che toccò al Polo della Libertà! AL ha il tempo per organizzarsi e per crescere e noi gli auguriamo tanta fortuna.

L’intervista a Sergio Morisoli è terminata.