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Banche, assicurazioni e fondi di investimento hanno approvato nella misura del 85.5% il taglio del debito della Grecia. Lo ha confermato venerdì mattina il ministero greco delle Finanze.
Questo taglia il debito greco di circa 100 miliardi di euro e allontana, per il momento, lo spettro di un default incontrollato del paese.

Se da un lato si è concluso il braccio di ferro che da settimane girava attorno alla ristrutturazione del debito, dall’altro l’accordo raggiunto aggrava la crisi dell’euro e non porta beneficio al settore pubblico, scrive il quotidiano economico Financial Times Deutschland : “L’esigenza posta principalmente dalla Germania di una partecipazione dei creditori privati ha avuto per gli altri Stati indebitati e in difficoltà conseguenze devastanti.
All’improvviso gli investitori hanno avuto paura di ritrovarsi in una simile situazione in Spagna o in Italia e si sono ritirati dai prestiti di Stato di questi paesi.
La seconda riflessione è altrettanto scoraggiante: ci si sbaglia se si crede che che la partecipazione dei creditori privati permetta di ripartire con maggiore equità il peso del salvataggio della Grecia.
E’ il settore pubblico che fornisce la gran parte dei fondi per il salvataggio della Grecia, sono i contribuenti europei, non i creditori privati.
Tenuto conto di cosa accadrebbe se la Grecia fallisse, con l’accordo raggiunto ieri sera gli investitori privati se ne uscirebbero ancora relativamente bene.”