Sulla chiusura della galleria autostradale del San Gottardo e la paventata realizzazione di una stazione di trasbordo per veicoli pesanti abbiamo le idee chiare!

Negli scorsi giorni la Confederazione ha pubblicato un nuovo rapporto riguardante il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo dal titolo “Sanierung Gotthard-Strassentunnel Rollende Landstrasse (RoLa)”.
Ne é seguita la presa di posizione del Comune di Biasca per mezzo di un comunicato stampa. Il Municipio, preso atto del progetto, ha indirizzato una lettera al Consiglio di Stato con la quale, sulla base delle informazioni ottenute, esprime la sua posizione contraria all’esecuzione di quanto previsto.

L’edizione 4 marzo 2012 della NZZ am Sonntag pubblica un’intervista del nostro sindaco nella quale emerge che la Confederazione non ha minimamente consultato o preso contatto con il Comune.
Riprendendo gli elementi del comunicato stampa ricordo che il progetto prevede la creazione di una navetta per il traffico pesante nel futuro nuovo tunnel di base da Biasca a Rynächt (nei pressi di Erstfeld).
Questo terminale è stato previsto a lato dell’autostrada A2 e occuperebbe l’area dove sorge attualmente la piazza della tecnica ferroviaria di AlpTransit e importanti altre superfici attualmente destinati a scopi agricoli.
Il terminale avrà delle dimensioni molto importanti in quanto occuperà un’area di circa 78’000 mq tra binari, strade d’accesso, area di sosta per 75 camion e installazione tecniche.
Il progetto prevede che vi siano 3 treni per ora e per direzione che caricano 25 camion per una lunghezza di circa 500 metri. Il carico è previsto ogni giorno lavorativo dalle 5 del mattino alle 22:30 di sera (con la circolazione dei camion dalle 4 alle 24), per un periodo di almeno 900 giorni, a partire al più presto dal 2019.
Vi é inoltre il concreto pericolo che la “RoLa” e le infrastrutture previste a Biasca non siano smantellate alla fine dei lavori di ristrutturazione della galleria autostradale del San Gottardo, ma vengano mantenute e utilizzate per decenni per una realizzazione monca e snaturata del concetto di trasferimento del traffico pesante su ferrovia alla base del progetto Alptransit.

Le timide rassicurazioni espresse nel rapporto in oggetto non ci convincono affatto.
Ricordato che su parte del terreno interessato dall’infrastruttura in questione il Comune di Biasca sta già studiando la realizzazione della seconda tappa della zona industriale di interesse cantonale.
Questo ampliamento è di fondamentale importanza per lo sviluppo economico di tutta la regione perché permetterà l’insediamento di nuove industrie con conseguente creazione di nuovi importanti posti di lavoro.
Ricordiamo che nel Piano Direttore Cantonale la zona industriale di interesse cantonale di Biasca è stata definita come uno dei 10 poli di sviluppo economico del Cantone Ticino, e che tra gli obbiettivi generali vi sono quelli di favorire un approccio interdisciplinare tra economia, urbanistica, mobilità e ambiente. Favorire inoltre le sinergie funzionali tra le diverse attività economiche presenti nella regione, la riconversione di spazi dismessi o sottoutilizzati, nonché garantire la tempestiva messa a disposizione di terreni edificabili.
È utile ricordare a tale proposito che la crescita economica della nostra Regione è decisamente inferiore alla media cantonale, come pure lo sviluppo demografico.
In Svizzera negli ultimi 10 anni si è assistito ad una crescita dell’occupazione superiore all’11%. Anche in Ticino l’occupazione è progredita del 7.2%. Nelle Tre Valli abbiamo purtroppo registrato un calo dei posti di lavoro di quasi il 10%.
Questi dati ci dovrebbero preoccupare molto e stimolarci ad una profonda analisi per trovare nuove opportunità. Invertendo così, nel limite del possibile questa tendenza.

Limitarsi a subire gli eventi con una politica rinunciataria non è segno di responsabilità verso le generazioni future ed aggiungerei verso quella parte di artigiani e di industrie che hanno creduto e credono nelle potenzialità di sviluppo della nostra Regione investendo energie e risorse non indifferenti a sostegno dell’economia locale.
Nel 2003 in zona industriale si registravano 243 posti di lavoro. Attualmente possiamo contarne 274. Registriamo quindi con piacere un aumento del 13% di posti di lavoro. Fattore sicuramente in controtendenza rispetto all’evoluzione negativa dei posti di lavoro nelle Tre Valli, anche se le insidie della crisi economica mondiale non ci permettono di dormire sugli allori.
Contrariamente a quanto purtroppo registrato nel settore pubblico e nelle regie federali che i posti di lavoro soppressi non sono più stati creati, queste aziende private sono state in grado di rigenerare posti di lavoro che nel corso degli anni andavano persi con la chiusura di un’industria e la riapertura di un’altra, creando indotto economico per le aziende e le economie della nostra regione.
Nel periodo 1998-2003 la nostra ZIIC ha prodotto un valore aggiunto per persona occupata di ca. CHF 91’000.-; superiore di CHF 10’000.- alla media svizzera.

Un altro aspetto negativo del progetto è l’impatto sul territorio in quanto il nostro Comune ha già conosciuto una importante erosione di terreno con la creazione dell’autostrada e della linea veloce AlpTransit, oltre all’imponente deposito di materiale alla Buzza.
La creazione del terminale avrà pure delle conseguenze negative sul traffico in entrata al Comune. La costruzione della strada industriale ha permesso di pianificare meglio la circolazione all’interno del Comune e in particolare ha creato un accesso facilitato alla nostra zona industriale e in generale ai Comuni della Riviera che si trovano sulla sponda sinistra del fiume Ticino.
Questa strada è apprezzata da tutti gli industriali presenti in zona e, considerati i problemi di mobilità in altre parti del Cantone, rappresenta un atout importante per lo sviluppo futuro della nostra zona industriale.
Qualora dovesse essere creato il terminale è presumibile un incolonnamento di veicoli pesanti su questa strada con conseguente riversamento di veicoli sulle strade comunali predisposte principalmente al transito di veicoli leggeri.
Vi è inoltre l’indiscutibile impatto ambientale negativo della creazione del terminale a Biasca con conseguente peggioramento della qualità di vita dei nostri abitanti.

Ritengo infine che il raddoppio del Gottardo resta una necessità imprescindibile per lo sviluppo economico delle Tre Valli e di tutto il Cantone Ticino.

Omar Terraneo
Candidato PLR al Municipio di Biasca