Manca un intero anno a quella che vivremo come l’epica “battaglia per Lugano”, le elezioni comunali del 2013. Dopo ReGiorgio si concede al pubblico di Ticinolive colui che molti considerano il grande sfidante leghista alla poltrona di Sindaco, che il PLR detiene da tempo immemorabile.

L’intervista al consigliere di Stato Marco Borradori è stato curata dal professor Francesco De Maria.


Francesco De Maria Onorevole Marco Borradori, da tempo non si fa che parlare di una Sua corsa per il sindacato a Lugano. Puro gossip politico o qualcosa di molto più reale?

Marco Borradori Non ho mai nascosto di essere profondamente legato alla città dove sono nato e ho mosso i miei primi passi: nella vita, nella professione e in politica. Abitavamo nell’edificio dove ancora oggi c’è il cinema Corso (da qui, forse, la mia passione per il cinema…), ho iniziato l’attività di avvocato come praticante in uno studio legale in Città e, infine, ho conosciuto Giuliano Bignasca e sono stato eletto per la Lega dei ticinesi, prima in Consiglio nazionale e poi esattamente venti anni or sono, nel 1992, in Municipio a Lugano. Tornare a Lugano chiuderebbe il cerchio.

Da quali sinergie e da quali coalizioni – formali o sostanziali – potrà uscire… un sindaco non PLR della perla del Ceresio?

MB Credo che la gente oggi sia stufa di strategie e coalizioni e voglia scegliere da sola, con la testa, con il cuore e anche con la pancia. Il sindaco che succederà a Giorgio Giudici dovrà essere di certo una figura competente e con esperienza in un Esecutivo, ma anche una personalità capace di ascolto ed empatia, in grado di capire fino in fondo e davvero i bisogni dei cittadini. Come lo è Giudici. Oltre a questo, ovvio, occorrono capacità decisionali, la determinazione e la volontà di mettersi in gioco e di farsi carico delle proprie, e magari delle altrui, responsabilità. La faccia del sindaco è quella della città. Insomma, il criterio del partito dovrebbe essere l’ultima preoccupazione di chi va a votare.

ReGiorgio, che ha regnato su Lugano per quasi trent’anni, può fare ancora qualcosa per la sua Città e, ancor più, per il suo partito? O ha esaurito le frecce al suo arco?

MB Stimo molto Giorgio Giudici: ha saputo guardare lontano e realizzare tanto, ma in particolare un progetto, la Nuova Lugano, che ha fatto da apripista a tutte le aggregazioni venute in seguito. Quindi potrei rispondere che sì, Giorgio Giudici alla città ha dato e può ancora dare molto, anche se in realtà questa del suo futuro sarebbe una domanda da rivolgere direttamente a lui.

Pierre Rusconi, da me intervistato, ha detto molto chiaramente: “L’UDC punta a un seggio in Municipio” facendo anche il nome di uno degli esponenti di punta del partito, Marco Chiesa. La Lega sarà ben disposta verso questa rivendicazione?

MB Non sono stato interpellato in merito alle strategie di Lega e UDC per le prossime elezioni comunali a Lugano. In ogni caso Marco Chiesa è un uomo di valore. Affaire à suivre, dunque.

Si metta nei panni di quel “vicepresidente trainante” che coltiva piani assai ambiziosi e rilascia dichiarazioni ottimistiche sui destini del suo partito a Lugano. Come affronterebbe la situazione? Tenterebbe di recuperare – elargendo qualche concessione – quella parte di voto liberale che si è trasferita alla Lega?

MB Per quanto mi riguarda, i voti trasferiti alla Lega stanno bene dove sono adesso.

Immaginiamo che il PLR riesca a mantenere la maggioranza in Comune e la carica di sindaco. A chi potrebbe toccare?

MB Si può immaginare tutto, ma a questa domanda oggi non sa rispondere nemmeno il PLR, non vedo come potrei farlo io.

Lei è favorevole al mantenimento a 7 del numero dei municipali? A un aumento a 9 ? A una diminuzione a 5 ?

MB Cinque secondo me è il numero giusto, ma questa è in ogni caso una riflessione che spetta in primis al Municipio cittadino.

Che opinione ha del LAC, il nuovo polo culturale luganese, che il Mattino della Domenica ha così frequentemente e duramente attaccato?

MB Ho sostenuto il progetto fin dall’inizio, poiché anche il cantone è chiamato a fare la sua parte. La collaborazione con Lugano è già sfociata in alcune mostre in cui sono state esposte per la prima volta insieme le collezioni del Cantone e della Città, con un risultato interessante. Se il nuovo polo culturale saprà presentare contenuti di alta qualità sarà certo una risorsa importante per lo sviluppo della nostra regione, a livello culturale, ma anche economico e turistico.

Lugano riponeva grandi speranze nel Casinò, presunta gallina dalle uova d’oro. Ma ben presto sono apparse nuvole all’orizzonte: incassi non brillanti, problemi organizzativi e sindacali. È già tempo di pentirsi?

MB La tematica del casinò è certo importante ma, come ho già detto, non sta a me valutare quello che fa Lugano, azionista di maggioranza della casa da gioco, nei suoi ambiti di competenza. Chiaro che la situazione è delicata, penso in particolare ai dipendenti, ma le conseguenze dell’andamento congiunturale negativo sulla clientela italiana non erano prevedibili.

Lei vorrebbe aggregare a Lugano anche Massagno e Paradiso? Si potrebbe fare in tempi brevi o medi? È favorevole alla prevista aggregazione di Carona?

MB In generale sono molto favorevole alle aggregazioni, è un modo pragmatico e intelligente per affrontare il futuro. Lugano ha fatto da apripista alla strategia cantonale degli agglomerati urbani e ha dimostrato che un polo forte rappresenta un traino economico non solo per la regione, ma per tutto il cantone. Sono contento che l’aggregazione con Carona si potrà realizzare. Quanto a quella con Massagno e Paradiso, la vedo con favore. Ma non bisogna avere fretta, ci vorrà del tempo.

Che cosa pensa della speculazione immobiliare a Lugano? È ossigeno della migliore qualità per l’economia (lavorano tutti e guadagnano tutti!) o un regalo avvelenato? Dove vanno a finire le centinaia di appartamenti che ogni anno vengono costruiti?

MB Il termine “speculare” viene dal latino e significa “osservare, guardare lontano”. Credo che questa operazione vada fatta non solo con l’obiettivo della pur legittima ricerca di un guadagno, ma anche con l’attenzione a definire i limiti da non oltrepassare per salvaguardare il territorio e l’ambiente, due ricchezze che non hanno prezzo. Se mi guardo attorno, devo dire che a volte mi sembra che questi limiti siano stati superati, anche se il nostro Cantone è riuscito a conservare un paesaggio invidiabile.

Il primo anno del nuovo governo cantonale ha saputo esprimere con sufficiente incisività il mutamento della maggioranza politica? O, come sostengono alcuni, si è mantenuto un po’ sottotono? I consiglieri di Stato leghisti sostengono la politica finanziaria dell’on. Laura Sadis?

MB La Lega dei Ticinesi ha la maggioranza relativa in Governo, ossia due consiglieri di Stato su cinque: ciò significa che da soli non pesiamo ancora abbastanza sul piatto della bilancia. Detto questo, non mi sembra che la decisione di congelare il 50% dei ristorni ai frontalieri possa essere definita “sotto tono”: senza i due leghisti (e senza Paolo Beltraminelli) non sarebbe stata presa. Quanto alla politica finanziaria, tutto il Governo ha sostenuto l’impostazione del DFE, seppur con accenti un po’ diversi. Per quanto mi riguarda, ad esempio, mi auguro che presto si possa trovare lo spazio per degli sgravi fiscali mirati.

Lei è, da sempre, impeccabile, e dalla sua alta torre di Bellinzona guarda verso via Monte Boglia e a certe aggressive scalmane con aria di signorile distacco. Molti per molti anni si sono chiesti: Borradori è un leghista?

MB Domanda oziosa, ovvio che lo sono.

Un giudizio lampo sulla nuovissima AreaLiberale. La teme?

MB No.

La Lega in 21 anni di lotta ha ottenuto tanto. Ma come proseguirà la sua azione politica e la sua lotta per la conservazione/l’ampliamento del potere? Non sussiste il pericolo che il voto leghista rifluisca in parte verso forze politiche più istituzionali (ad esempio verso un nuovo partito di destra, o verso l’UDC)? E chi sarà il successore del presidente a vita?

MB Il Nano mi sembra in perfetta forma e per tutto il resto… chi vivrà vedrà.