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Mercoledì 11 aprile, il governo italiano ha risposto all’interrogazione del deputato del PD Franco Narducci atta a chiarire la posizione di Roma circa l’ipotesi, da parte del canton Ticino, della modifica della quota di ristorno dell’imposta dei lavoratori frontalieri, dal 38.5% al 12,5%.

Narducci sottolinea l’urgenza della ripresa del negoziato fiscale con la Svizzera, scrive oggi il portale d’informazione Politicamentecorretto.com : “Cosa si intende fare per risolvere la spinosa situazione del ristorno fiscale all’Italia, sia in relazione agli importi non ancora erogati sia per preservare le attuali quote di ristorno all’Italia?
Il Sottosegretario all’Economia e alle Finanze, dott. Vieri Ceriani ha risposto a nome del governo e ha evidenziato la situazione di illegalità internazionale in cui si trova la Svizzera per il mancato ristorno del 50% dell’ammontare della quota stabilita negli accordi internazionali per quanto concerne il prelievo fiscale sul reddito dei frontalieri.
Vieri ha altresì evidenziato l’impegno del Ministero degli Affari esteri nei confronti delle Autorità federali elvetiche che ha effettuato fermi e ripetuti passi volti a reclamare la piena applicazione da parte svizzera del vigente Accordo del 1974.

Insoddisfazione é stata espressa dall’ on. Franco Narducci per la risposta data alle interrogazioni concernenti il contenzioso tra Italia e Svizzera, per le questioni riguardanti il lavoro transfrontaliero, i ristorni fiscali e la Convenzione contro le doppie imposizioni.
Il rappresentante del governo, anzichè entrare nel merito delle domande postee indicare le soluzioni urgenti che dovrebbero far parte del negoziato con la controparte elvetica, si è limitato a riassumere i concetti ben noti.
È a tutti noto, infatti, che il Cantone Ticino ha congelato da quasi un anno il 50% dei ristorni fiscali ai comuni italiani, per un’ammontare di quasi 24 milioni di franchi svizzeri. Ed è anche noto che il Parlamento svizzero ha approvato, nella recente sessione primaverile, una mozione che chiede di ridurre al 12,5% l’ ammontare del ristorno attualmente pari al 38,5%.

“Ritengo incomprensibile l’ostinatezza con cui il governo italiano rifiuta di negoziare con gli svizzeri la nuova convenzione contro le doppie imposizioni fiscali – ha evidenziato Narducci – Sarebbe un grave errore far dipendere la convenzione contro le doppie imposizioni fiscali dall’accordo sui capitali italiani detenuti in Svizzera.”