Si fa un gran parlare di conti pubblici in disequilibrio e di supersistemi automatici di controllo finanziario. Si aprono inchieste sul malimpiego di mezzi pubblici, si sospetta che tutto ciò che lo Stato fa costa troppo, che ci sono sprechi e via dicendo.

Un primo passo per correggere i conti è quello di generare la cultura della parsimonia presso i politici, i funzionari e anche nei cittadini e gli allievi.
Sappiamo tutti che parlare in termini generici di spese, di voci di spese, di centri di costo come si fa tra “eletti” in sede di Preventivi e Consuntivi non porta molto lontano nell’opera di educare.
Allora partendo dal piccolo e dall’esempio si potrebbe tentare un’altra via. Tutto ha un costo, e quasi tutto ha un’etichetta con un prezzo sul mercato così che l’acquirente possa scegliere e possa confrontare la merce.

Anche i servizi dello Stato hanno un costo e un prezzo, anche le sue infrastrutture hanno un costo e un prezzo, solo che il cittadino consumatore di prestazioni pubbliche non lo sa, non può saperlo o non si rende conto che sia così, perché semplicemente non sa dove leggere il costo e il prezzo.
Per generare un primo passo verso la consapevolezza che nulla è gratis e che qualcuno paga anche quello che ci appare gratis perché pubblico; ci vuole la conoscenza e l’educazione.

Chiedo al Lodevole Consiglio di Stato di:
– valutare e introdurre un’etichetta di costo da esporre ben visibile su ogni recente e nuovo edificio pubblico in costruzione, su ogni rotonda, su ogni tratto di strada ritenuto strategico e su altri beni di investimento a discrezione del Governo
– valutare e introdurre su ogni insegna degli edifici pubblici in costruzione/in cantiere o in manutenzione oltre il nome delle ditte beneficiarie dell’appalto: il credito votato, il costo dell’opera finita, i valori approssimativi dei vari moduli (elettricista, idraulico, progettazione, ecc…) che lo compongono
– valutare e introdurre nelle sedi scolastiche le etichette di costo non solo sull’edificio ma anche su alcune sue parti determinanti ad esempio le aule di scienze, di informatica, i bagni, ecc…
– valutare e introdurre nei programmi scolastici di civica i concetti di economicità, di parsimonia, di efficacia e di efficienza in ciò che fa lo stato

Sergio Morisoli, AreaLiberale