In Ticino ci sono troppi giornali, sostiene Attilio Bignasca, capogruppo in Parlamento della Lega dei ticinesi : “Vi saranno problemi, se l’operazione di concentrazione avviata dal gruppo editoriale del Corriere del Ticino con la maggioranza nella società Timedia imporrà un unico indirizzo alle testate controllate.”

E’ quanto scrive nella sua edizione del 22 aprile il domenicale Il Caffè. Nell’articolo si legge che “tre deputati del suo gruppo hanno firmato, assieme ad altri del Plrt, del Pst, dei Verdi un’interrogazione che sottolinea i rischi di questa concentrazione.
Pericoli ribaditi da Sergio Savoia, dei Verdi: “Mi pare un’operazione pericolosa perché riduce il pluralismo della stampa, in quanto più testate saranno allineate ad una sola proprietà. Le mie perplessità sono aumentate dal fatto che Teleticino e Radio 3i godono di un contributo pubblico, che andrà indirettamente a beneficio del Corriere del Ticino.”

Christian Vitta, del PLRT, usa toni meno allarmati : “In fondo è inevitabile che in un cantone con tanti mezzi di comunicazione si arrivi a una concentrazione. Importante è che sia salvaguardato il pluralismo.”
Il presidente dell’UDC Gabriele Pinoja commenta : “In Ticino c’è libertà di commercio. Se una famiglia decide di investire nel settore dei media ha tutta la libertà di farlo … Penso di escludere, vista l’intelligenza degli investitori, un’informazione monotona, omogenea. Penso anzi che daranno spazio alle varie posizioni. Altrimenti sarà il mercato a punirli.”
Giovanni Jelmini, presidente del Ppd osserva invece che “Tutte le concentrazioni destano qualche preoccupazione, ma perché non si parla della Ssr, di Tamedia, gruppo che con Salvioni in Ticino pubblica 20 minuti? Mi pare che Timedia garantisca indipendenza alle varie redazioni e questo mi pare positivo. Quello che non è positivo è la Rsi, sbilanciata decisamente sul centrosinistra.”