La Svizzera conta oltre 700 casi in sospeso di persone suscettibili di farsi confiscare l’arma di servizio a causa del pericolo che rappresentano.

Allarmata dalla lentezza delle procedure e dall’ampiezza del fenomeno, la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha scritto una lettera a Consiglio federale per esprimere “sorpresa e indignazione” – come ha affermato la sua presidente, la socialista zurighese Chantal Galladé, martedì in conferenza stampa.

All’unanimità la Commissione esige dal governo misure rapide per mettere fine ai molti casi in sospeso. Parallelamente, propone l’adozione di una mozione del Consiglio degli Stati, la quale esige la confisca delle armi civili e militari a tutte le persone che hanno proferito minacce o che si sono mostrate violente.
Prevede che le autorità militari, civili e giudiziarie collaborino più efficacemente, sia a livello cantonale che a livello federale.
Gli incidenti con le armi di servizio sono aumentati. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di un giovane di 24 anni ferito gravemente a Altstätten (SG) dai proiettili sparati con un fucile d’assalto. L’autore presunto del crimine figura sulla lista di persone che devono restituire l’arma di servizio alle autorità.

(Fonte: Le Matin.ch)