La stampa israeliana riporta l’intenzione di due cittadini israeliani di perseguire penalmente presso un tribunale di New York UBS e il Credit Suisse. I due chiedono alle banche elvetiche un risarcimento di 250 milioni di franchi.

Il primo a riportare la notizia è stato il quotidiano israeliano Ha’aretz, venerdì scorso, che ha spiegato i motivi della denuncia e i retroscena della vicenda.
Stando a quanto sostengono un certo signor Katz (59 anni) e un 79enne che ha preferito mantenere l’anonimato, i loro parenti avevano aperto conti bancari presso UBS e Credit Suisse negli anni precedenti la Seconda guerra mondiale.
Nelle cassette di sicurezza delle due banche avevano anche depositato oro e diamanti, diverse opere d’arte di notevole valore, tra le quali quadri di Monet e Picasso.

I due israeliani chiedono la restituzione di oltre un miliardo di shekel, l’equivalente di 250 milioni di franchi.
Katz fa valere il fatto che sua madre, Paulina Grunfeld, rumena d’origine, aveva già inoltrato alle due banche una richiesta di restituzione dei suoi averi e delle opere d’arte e si era scontrata con un secco rifiuto, perchè “non esisteva alcun deposito a suo nome”.
Presso il tribunale di New York, i due uomini sono rappresentati dall’avvocato franco-israeliano di Gerusalemme Roland Roth, esperto in diritto internazionale.
“Numerosi documenti relativi a conti bancari detenuti da ebrei sono stati distrutti dalle banche svizzere, per impedir loro, o ai loro discendenti, di ritrovare questi beni familiari – ha commentato Roth.

(Fonte : La Tribune de Geneve.ch)