Svizzera e Italia avviano un dialogo sulle vertenze aperte in ambito finanziario e fiscale. I Consiglio di Stato ticinese sblocca i ristorni dei frontalieri. L’annuncio è stato dato mercoledì mattina.

Dopo mesi di riunioni e trattative, i 28.5 milioni di franchi dell’imposta alla fonte 2010 dei frontalieri sono stati sbloccati, per decisione del Consiglio di Stato che ritiene onorate le condizioni poste per lo sblocco dei fondi. L’ordine di pagamento a favore dell’Italia è stato dato.

Il Dipartimento federale delle finanze ha riferito sull’incontro di oggi fra Michael Ambühl, capo della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali e l’ambasciatore Carlo Baldocci, consigliere diplomatico del Ministero dell’economia e delle finanze italiano.
Una delegazione del governo ticinese composta da Marco Borradori e Laura Sadis si trova anche a Palazzo federale.

E’ stato deciso che un gruppo di pilotaggio si riunirà il 24 maggio per discutere delle questioni pendenti, un accordo fiscale simile alle convenzioni già sottoscritte da Berna con altri paesi, l’accesso ai mercati finanziari e la black list dei paradisi fiscali su cui il precedente governo italiano aveva messo la Svizzera.
Nei prossimi giorni a Roma, la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf incontrerà il premier italiano Mario Monti.