L’UDC Ticino ha partecipato attivamente ieri, martedì 8 maggio, al lungo dibattito tenutosi in Gran Consiglio riguardante l’aumento del capitale di dotazione di 130 milioni di Banca Stato.

Alla luce del trascinarsi della difficile situazione dell’Istituto, leggasi redditività ed efficienza costantemente fra i più bassi a livello intercantonale, dell’ormai conclamata necessità di sostegno cantonale e delle dubbie tattiche di crescita, in particolar modo quella voluta dal Consiglio d’amministrazione con l’acquisto della ex Unicredit Suisse, oggi Axion Bank, il gruppo UDC in Parlamento ritiene sia finalmente giunto il momento di affrontare un serio dibattito che determini una vera e propria scelta strategica per il futuro dell’istituto.

Se martedì il nostro gruppo ha deciso pragmaticamente di astenersi dal voto, crediamo tuttavia che sia oltremodo opportuno riportare sui tavoli parlamentari una nostra mozione del 2008, intitolata “Migliorare l’efficienza di Banca Stato con le risorse degli investitori ticinesi”.
Nella stessa chiediamo che Banca Stato sia trasformata da ente autonomo di diritto pubblico a società anonima di diritto pubblico, ciò che permetterebbe l’ingresso di capitali privati nell’assetto azionario. La maggioranza del capitale, così come nell’intenzione della mozione rimarrà nelle mani dello Stato, salvaguardando di fatto la vocazione pubblica dell’Istituto, ma l’elemento privato contribuirà, a nostro avviso, a mitigare gli appetiti politici dei partiti in seno alla Banca fornendo inoltre il giusto stimolo al miglioramento della performance e dell’efficienza gestionale della stessa.

Il gruppo non chiede dunque il conseguimento di risultati brillanti, non sia mai che si possa raggiungere l’eccellenza, ma ritiene che sia imperativo migliorare l’efficienza dell’Istituto, necessaria una buona volta per abbandonare le ultime tre piazze della classifica delle banche cantonali stilate da Bilan.

Gruppo UDC in Gran Consiglio