Russia e Cina continuano a bloccare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nuove misure di ritorsione contro la Siria, mentre il presidente francese François Hollande si pronuncia a favore di un intervento armato.
Se l’Europa vuole risolvere il conflitto, diplomaticamente o militarmente, non potrà scavalcare Putin, ritengono gli analisti
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Il presidente russo Vladimir Putin è un personaggio chiave per François Hollande, perchè un accordo con Mosca potrebbe significare un cambiamento di regime in Siria, scrive il quotidiano francese Le Figaro : “L’intenzione del presidente francese è convincere Putin che sarebbe saggio staccarsi da un alleato senza futuro per preservare gli interessi russi in Siria.
L’interlocutore del Cremlino è però coriaceo. Ritiene che l’Occidente approfitti delle rivolte arabe per espellere la Russia dal Mediterraneo. Ma è anche pragmatico e sa fin dove può spingersi.
Prima che in giugno Putin incontri Barack Obama al summit del G20, Hollande troverà gli argomenti per avviare una vera transizione in Siria con l’approvazione di Mosca?
Piegare il presidente russo è un obiettivo ambizioso ma sarebbe un gran punto di partenza per il nuovo presidente francese.”

La Germania è più restìa di altri paesi sul ricorso all’opzione militare in Siria. Un atteggiamento difeso dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, che giudica il presidente francese “ingenuo, perché crede di poter far cambiare idea a Vladimir Putin.
Anche calcolatore, perchè pensa all’effetto passeggero prima delle legislative francese.
… Sarebbe ingiusto tassare il governo di passività. Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Germania fa parte dei paesi che da un anno attaccano il bastione eretto da Cina e Russia a difesa del regime siriano … Questo nasconde la paura di una nazione che in questi anni è diventata belligerante nei Balcani e poi in Afghanistan, senza riconoscersi in queste azioni. Ma le condizioni nelle quale la riserva militare potrebbe essere abbandonata resta un segreto tedesco.”

Dopo il massacro di Hula e le nuove vittime in Siria, il quotidiano danese Berlingske spera che Cina e Russia facciano concessioni e si appella a favore di un intervento militare per proteggere la popolazione civile : “Possiamo solo sperare che Russia e Cina giungano alla ragione. Si devono creare zone di protezione per i rifugiati in Siria, assicurare l’approvvigionamento di cibo e medicamenti nelle regioni colpite dalla guerra civile. Questo non sarà possibile senza un intervento militare. Si deve proteggere i siriani da nuovo attacchi creando zone sicure. Semplicemente questo significa che ci si deve preoccupare della protezione dei civili, ma per la Russia si tratta di un concetto troppo astratto.”

Intervento militare che invece viene respinto dal quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, che continua a puntare sulla diplomazia : “L’intervento militare va escluso, anche se martedì il presidente francese Hollande ha considerato l’ipotesi. L’espulsione dei diplomatici siriani da numerosi Stati europei è una buona reazione al massacro ma non risolve qualcosa.
Una delle prime tappe dovrebbe consistere nel convincere la Russia a metter fine al suo sostegno a al Assad. Se rimarrà sola, la Cina non si opporrà a nuove sanzioni contro la Siria in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.”