Moncef Marzouki, presidente della Tunisia, chiede che la Svizzera restituisca al suo paese i fondi bloccati (circa 60 milioni di franchi) che appartenevano all’ex presidente tunisino Ben Ali e ai suoi famigliari.

Il Consiglio federale si dice sorpreso da questa richiesta e Didier Burkhalter, capo del Dipartimento degli affari esteri, ha qualificato la procedura di Marzouki irrispettosa delle disposizioni di uno Stato di diritto.
Ha poi precisato che il governo svizzero è determinato a restituire questi fondi al più presto.
Ma, come detto, vanno rispettate certe disposizioni.
L’elemento chiave per una soluzione rapida risiede nella messa in opera di uno stretto partenariato. Gli scambi con la Tunisia funzionano bene, ha assicurato Burkhalter e i progressi sono continui.
Ma è impossibile determinare oggi quanto tempo durerà il processo di restituzione. A metà giugno si terrà il prossimo incontro bilaterale, che servirà a fare ulteriore chiarezza.
Affinchè i fondi possano essere restituiti alla Tunisia, la loro origine illecita deve essere provata nell’ambito di un procedimento giudiziario tra i due paesi, ha spiegato Burkhalter. Per questo motivo sono state stabilite relazioni di assistenza giudiziaria.

Lo scorso 28 maggio, in un’intervista alla radiotelevisione della Svizzera romanda, RTS, il presidente tunisino Marzouki aveva dichiarato : “Vogliamo che questi soldi ci siano restituiti al più presto, ne abbiamo bisogno adesso. Se la Svizzera li restituisce fra 50 anni, come ha fatto con i soldi degli ebrei, a noi non serve.”
Marzouki ha poi aggiunto che l’importo bloccato, 60 milioni di franchi, è derisorio se confrontato a quanto le banche svizzere avevano accettato da Ben Ali e dal suo clan.

(Fonte : Le Matin.ch)