Tenuto conto che:
– Il Governo e il Parlamento non hanno ancora dato seguito alla Mozione Quadri-Vitta del 24 ottobre 2007 (trasformazione AET)
– Il Governo non ha ancora risposto all’Interrogazione Morisoli del 17 giugno 2011 (Forme giuridiche delle aziende pubbliche)
– Il Rapporto di maggioranza, i due rapporti di minoranza concernenti l’approvazione del rapporto di gestione e del conto annuale di esercizio per gli anni 2009 e 2010 (MM 6416 e 6530) sono estremamente critici

Nasce, dopo anni di dibattiti, di speculazioni inconcludenti l’esigenza di regolare meglio i rapporti di responsabilità, i diritti e i doveri delle aziende pubbliche nei confronti dello Stato, ma in ultima analisi dei cittadini e dei contribuenti ticinesi.
Il mercato locale e svizzero dell’energia elettrica come quello finanziario sono sempre più inseriti nel processo di globalizzazione che tocca tutti.
Non si tratta di accettare questo fatto o meno ma si tratta di adattarvisi nel miglior modo possibile a vantaggio di tutti noi.
Le discussioni, negative, nate negli ultimi anni e mesi a riguardo di AET sono anche da collegare con la non più adatta struttura societaria che deve governare questa azienda in un mercato difficilissimo e complesso e che presto sarà completamente liberalizzato.
I problemi di una società, oltre a quelli ovvi e naturali di carattere tecnico e di mercato, possono nascere anche per via di una struttura giuridica societaria non più adatta ai tempi e alle sfide a cui l’azienda (AET) è chiamata a muoversi.
Addirittura questo aspetto, se sottovalutato, potrebbe pregiudicare la crescita e la prosperità dell’azienda nel caso non fosse trovata una soluzione coerente, trasparente con la quale si definiscono nuovamente finalmente: gli organi competenti, i ruoli e le loro responsabilità secondo il Codice delle Obbligazioni svizzero.

L’AET diventi una Società Anonima di diritto pubblico (proprietà in mano pubblica: cantone, città/comuni, casse pensioni pubbliche, altre società pubbliche) e quindi organizzata di conseguenza.
Nel rispetto del mandato pubblico, nel rispetto della volontà popolare e tenuto conto delle sensibilità politiche locali e per facilitare una soluzione ampiamente condivisibile scartiamo l’ipotesi di Società anonima di diritto privato, anche se questa forma presenterebbe ulteriori vantaggi.
Certamente con una Società pubblica si aprirebbero degli orizzonti organizzativi, strategici e di mercato diversi rispetto alla limitativa forma attuale, in cui vi è una commistione ormai difficile da sciogliere tra interessi politici, interessi partitici, interessi di mercato e interessi di approvvigionamento e di mandato pubblico.
A mio giudizio l’attuale assetto giuridico a lungo andare potrebbe impedire e ostacolare la crescita e il prosperare dell’azienda stessa; e quindi limitare le entrate per lo Stato e la fornitura di un servizio pubblico a prezzi contenuti e competitivi per cittadini e imprese.
La nuova forma giuridica, quella di Società di diritto pubblico, potrebbe permettere all’AET di stringere alleanze e nuove partecipazioni di capitale incrociate, nei settori della produzione, della distribuzione e del commercio dell’energia elettrica.
Risponderebbe delle proprie azioni con le sue garanzie senza il rischio di coinvolgimento dello Stato, dei cittadini e dei contribuenti.
La trasformazione della ragione giuridica di AET potrebbe essere il primo passo importante per creare in Ticino un polo di competenza e di mercato energetico importante, aprendolo gradatamente ad altre forze locali nella trasformazione dei flussi e degli approvvigionamenti futuri di energia per il Ticino e la Svizzera.

Chiedo, nel rispetto degli articoli 98, 99 e 100 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato che le considerazioni di cui sopra siano trasformate adeguatamente in un progetto di Legge da sottoporre al Parlamento.

Sergio Morisoli, AreaLiberale