In vista delle elezioni legislative di domenica in Grecia, i dirigenti dei ministeri del Tesoro e delle banche centrali europee hanno approntato un piano d’intervento qualora il paese dovesse lasciare l’euro.

Tra le misure previste dal piano, vi sono il controllo dei capitali del paese da parte delle autorità europee, la sospensione dell’accordo di Schengen e il ripristino di severi controlli alle frontiere, così come l’imposizione di limiti ai prelievi degli sportelli delle banche.

Lo hanno riferito fonti dell’Unione europea all’agenzia di stampa Reuters, precisando che i vertici europei non auspicano né si attendono l’uscita della Grecia dalla Zona euro, ma qualora questo dovesse accadere si dovrà essere pronti ad intervenire.
Se dal voto greco di domenica usciranno vincitori i deputati dell’estrema sinistra di Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras, è molto probabile che la Grecia firmerà l’uscita dall’unione monetaria, rinnegando i piani di aiuto internazionale vincolati a un austero regime di bilancio.
Austerità di cui molti greci non voglio più sapere e contro la quale si batte Syriza, formazione dalla chiara connotazione anti-europea.