Leggendo delle dimissioni di Marco Bazzi dalla direzione di Teleticino è difficile non notare le vistose differenze nella maniera in cui La Regione e il Corriere del Ticino hanno riportato la notizia, con La Regione che mette Bazzi in primo piano e il CdT che lo relega in un ruolo secondario.

In prima pagina innanzitutto : La Regione titola “Marco Bazzi se ne va, Teleticino è orfana”, mentre il CdT scrive “Prisca Dindo nuova direttrice di Teleticino”.

Nel suo articolo il Corriere del Ticino riserva ampio spazio a Prisca Dindo, spiegando come faccia ritorno negli studi di Melide dopo due anni passati al sito web del domenicale Il Caffè e poi al sito web dello stesso CdT.
Riporta le sue dichiarazioni, la sua soddisfazione nel rientrare nel team televisivo che già conosce (vi aveva già lavorato dal 1996 al 2010).
Riporta anche le dichiarazioni del presidente del Consiglio di amministrazione Filippo Lombardi : “E’una scelta all’insegna della continuità. Ed è anche una scelta di qualità che sarà certamente apprezzata dal pubblico di TeleTicino. Abbiamo fiducia in un futuro fatto di integrazione di media diversi.”
Per quanto riguarda Bazzi, viene brevemente spiegato che “la cessazione del rapporto di lavoro con Marco Bazzi è stata comunicata di comune accordo fra l’interessato ed i vertici dell’emittente nella tarda mattinata di ieri […] La partenza di Bazzi è da mettere in relazione con il riassetto societario del gruppo TImedia.
– Sono cambiate le condizioni. Per me queste condizioni non andavano più bene, dichiara il direttore dimissionario, pur sottolineando che la separazione è avvenuta in modo consensuale.”

Di tutt’altro registro l’articolo su La Regione : “Teleticino perde la testa. Se ne va Bazzi, direttore-immagine… Nove righe di commiato dopo diciotto anni di attività. Una riga per due anni. Quanto vale la carriera (e la notorietà) di un giornalista? Poco più di un funebre, vien da rispondere…
Marco Bazzi, ideatore-fondatore-uomo immagine di TeleTicino, congedatosi “consensualmente” dai nuovi proprietari (quanta ironia in quelle “”, ndr), Timedia, ovvero la holding che fa capo al Corriere del Ticino.”

Alle dichiarazioni di Bazzi La Regione, contrariamente al CdT dà ampio spazio : “Diciamo che sono io il figlio diciottenne con la voglia di rinnovarmi… Sono cambiate le condizioni; quelle che ci sono oggi a me non vanno bene …
Sul piano editoriale c’è un progetto che io non condivido, seppur legittimo. Credo che quando uno non si riconosce più in una linea… Non politica. In una linea progettuale. A quel punto tanto vale dire basta.
Al giornalista che gli chiede cosa vuole dire è cambiato il progetto editoriale Bazzi risponde : “Non è una questione di contenuti, ma di gestione. Io volevo mantenere la direzione aziendale, indipendentemente da chi sia l’azionista di maggioranza, di riferimento. Che è cambiato.
Filippo Lombardi ha fatto una sua scelta che io non ho condiviso e cioè dare la maggioranza al ‘Corriere del Ticino’.
Lui è convinto che il futuro dei media è solo per i megagruppi. Posso essere d’accordo sul principio… Speravo in una separazione, come dire, più… Mi rimane l’amaro in bocca per quanto capitato in queste ultime settimane. Mi sono sentito trattato come uno dei tanti, o di alcuni.
Un po’ così, quando ad esempio ho annunciato la decisione di andare via, nessuno mi ha detto niente. Chessò, un tentativo di fermarmi. Niente. Diciamo che ho avuto l’impressione che non si siano dispiaciuti.”

Per ragioni di ovvia par condicio l’articolo della Regione non dimentica di citare Prisca Dindo e se la sbriga in fretta : “Dal 1. luglio gli subentrerà Prisca Dindo, già sua vice poi andata a Locarno al Caffè, per infine approdare al CdT e da qui – si è saputo ieri – rientrare alla tele come direttrice.”