Gruppi di manifestanti si sono scontrati con le forze dell’ordine nella notte tra lunedì e martedì in diversi quartieri di Tunisi. La polizia ha proceduto a decine di arresti e un’inchiesta è stata avviata.

Le prime avvisaglie dei disordini vi erano state già domenica, a seguito di una protesta contro la mostra ”La Primavera dell’Arte”, un’esposizione di opere che aveva suscitato la collera degli islamisti perché giudicata blasfema.
Tra i quadri ritenuti offensivi per la sacralità della religione ve ne era uno raffigurante delle formiche che tutte insieme formano il nome “Allah”, caricature della città santa della Mecca, l’immagine di un uomo barbuto con lunghi denti e il quadro di un nudo di donna.

Accompagnati da un avvocato e un ufficiale di giustizia, domenica diversi salafisti avevano ordinato agli organizzatori della mostra di togliere i quadri controversi.
Immediatamente su Facebook era apparso un gruppo per “difendere la libertà di espressione e di creatività” e dalla rete ci si era presto spostati nelle strade : islamisti da una parte, difensori della mostra dall’altra e in mezzo le forze dell’ordine.
Poi i difensori dell’arte si erano ritirati ed erano rimasti islamisti e poliziotti ad affrontarsi a lanci di pietre, bastoni, bombe molotov, gas lacrimogeni e colpi sparati da fucili da caccia.

Molti tunisini si sono interrogati sul carattere simultaneo dei disordini e sull’identità degli assalitori.
Le accuse vanno tutte al movimento salafista, che da mesi in Tunisia occupa le prime pagine della cronaca e i cui atti sono sempre più violenti. Tra i manifestanti ve ne erano infatti molti.
Diversi commentatori hanno fatto notare che l’attacco alla mostra è accaduto due giorni dopo l’appello del capo di al Qaeda Ayman Al-Zawahiri, che aveva esortato i tunisini a sollevarsi per reclamare l’applicazione della legge islamica nel paese.
C’è anche chi ha evocato un complotto organizzato dai membri del partito dell’ex presidente Ben Ali, per destabilizzare il paese e riprendere il potere.

(Fonte : Le Monde.fr)