Tre avvocati e un’interprete del Tribunale penale internazionale sono stati incarcerati in Libia, a Zenten. Si trovano in prigione da giovedì scorso, quando si erano recati in questa località per incontrare Saif Al Islam Gheddafi, .

Gheddafi è tenuto prigioniero in attesa di essere processato a Tripoli. E’ ugualmente colpito da un mandato d’arresto per crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale.
I quattro delegati del TPI sono accusati di spionaggio, per aver tentato di consegnare a Saif al Islam documenti riservati. Resteranno in detenzione preventiva per almeno 45 giorni, il tempo necessario alle autorità libiche di condurre l’inchiesta.


Il primo maggio le autorità libiche si erano ufficialmente opposte alla richiesta del TPI di trasferire Gheddafi all’Aja per processarlo. Questi verrà processato a Tripoli.
La massima concessione alla giustizia internazionale potrebbe consistere nell’autorizzare la presenza, quali semplici osservatori, di rappresentanti del TPI nell’aula del tribunale.

Sarebbe stata l’avvocata australiana Melinda Taylor ad aver tentato di consegnare a Saif al Islam Gheddafi una lettera in codice scritta da Mohamed Ismaili, latitante e figura importante nell’ex regime.
Inizialmente erano state arrestate solo la Taylor e l’interpete del gruppo, la libanese Helen Assaf.
I loro due colleghi, un avvocato russo e uno spagnolo hanno deciso di non abbandonare le due donne e a loro volta sono stati condotti in carcere.
Non è chiaro se anche a carico dei due uomini siano state proferite delle accuse, oppure se si trovano in prigione per loro unica volontà.
Le autorità libiche hanno assicurato che i tre avvocati e l’interprete verranno liberati appena saranno fornite le informazioni su Ismaili.