Solo un decimo circa dei 125 miliardi di euro prestati alla Grecia dal maggio 2010 sono stati versati nelle casse dello Stato. Il resto è servito a rimborsare una parte del colossale debito del paese.

Francia, Germania e gli altri partner europei hanno versato alla Grecia, dal maggio 2010, 125.6 miliardi di euro.
A cosa è servita questa montagna di soldi? Principalmente a due cose : a rimborsare il debito accumulato nei passati decenni e a finanziare il deficit dello Stato, cioè a colmare il fossato tra spese e entrate.
I soldi sono serviti soprattutto a rimborsare il vecchio debito che già finanziava i deficit del passato, scrive il quotidiano francese Le Figaro nella sua edizione online di sabato 16 giugno : “La Commissione europea, che sorveglia la messa in opera del piano greco, non è stata in grado di fornire dati circa l’uso che il governo greco ha fatto di queste ingenti somme.
Dai calcoli eseguiti dagli economisti della banca Natixis, appare che solo circa un decimo dell’aiuto di 125 miliardi è stato consacrato a riempire le casse statali, che erano vuote. Il resto è stato destinato al pagamento degli interessi sul debito, al rimborso delle scadenze e al rafforzamento del settore bancario, al limite del collasso.

Siccome, per rallentare la progressione della crisi, nel 2010 la Banca centrale europea ha riacquistato tra 47 e 55 miliardi di euro del debito greco, è alla BCE che spetta la maggior parte dei soldi dati alla Grecia. L’88% del rimborso dei prestiti che la Grecia deve effettuare entro fine anno riguarda infatti titoli detenuti dalla BCE.
Per essere certi che Atene non utilizzi i soldi malamente, dall’avvio del secondo piano di aiuti, lo scorso marzo, i partner europei hanno deciso di versare i soldi su un conto bloccato.
In effetti in occasione del primo piano da 110 miliardi (da maggio 2010 a dicembre 2011) il governo greco tendeva a attingere al finanziamento destinato a rimborsare il debito per coprire le spese correnti dello Stato.
Il conto bloccato è un elemento che può essere importante se i greci si mostrano poco collaborativi, ossia se il governo di Atene non opera per raggiungere gli obiettivi concordati. Il finanziamento concesso per coprire il deficit greco può essere interrotto, mentre il finanziamento destinato a coprire il debito può continuare a essere versato.
Lo scorso maggio, ad esempio, un miliardo di euro destinati alle casse statali erano stati trattenuti sull’ultima rata versata, in attesa del risultato delle prime elezioni legislative.
La pressione esercitata dal prossimo governo sarà forte. In cassa lo Stato ha solamente due miliardi per pagare fatture, salari dei funzionari e le rette delle pensioni. Di che tenere solo fino al 20 luglio.”