I partecipanti al summit del G20 a Los Cabos, in Messico, martedì hanno deciso di accrescere sino a 456 miliardi di dollari la capacità d’intervento del Fondo monetario internazionale per aiutare i paesi in difficoltà finanziarie.

La Cina verserà 43 miliardi di dollari, Brasile, India, Messico e la Russia verseranno 10 miliardi ciascuno. 15 miliardi di dollari arriveranno dall’Arabia Saudita e 2 dall’Africa del Sud.

“Allo stato attuale – ha commentato il presidente francese François Hollande – il FMI non è in grado di soccorrere la Zona euro. Può farlo per alcuni paesi, come è stato il caso con la Grecia, ma non per l’intera unione monetaria […] L’Europa deve costruirsi un aiuto dall’interno, senza affidarsi a forze esterne. E’ inaccettabile che paesi che fanno sforzi come l’Italia, che rimettono in piedi i loro conti pubblici abbiano tassi d’interesse al di sopra del 7%.”

Sul quotidiano polacco Rzeczpospolita, il professore di diritto Robert Gwiazdowski esprime dubbi circa l’aumento delle risorse del FMI : “Adesso che si sono spesi tanti soldi, i politici internazionali sperano in un miracolo per evitare i fallimenti […] Dove trovare tutti questi soldi, se tutti – a parte i cinesi – sono indebitati?
Normalmente solo un miracolo potrebbe rendere tutto ciò possibile. Certamente la fede può spostare le montagne, ma su cosa appoggia questa fede se si pensa di aiutare i paesi in difficoltà unicamente mettendo a disposizione risorse finanziarie?”