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E’ un fiume in piena Giuseppe Ripepi, proprietario di un distributore indipendente allo svincolo autostradale di Mendrisio. Il 20 giugno aveva concesso un’intervista a Ticinolive sollevando la questione della lobby della benzina nel Mendrisiotto. Oggi torna a parlare di vicissitudini legate alle sue attività.

Ripepi ipotizza – e non sarebbe il solo – un legame molto stretto fra le autorità politiche di Mendrisio e il suo “avversario“. Parla di sospetti intrecci societari, verso i quali – a suo parere – le istituzioni hanno il dovere civico di intervenire.
“E’ dal 1999 – spiega – che presento richiesta di costruire un Motel sul mappale nr. 2206 di mia proprietà (… fa gola a molti), allo svincolo di Mendrisio. Licenza edilizia regolarmente e sistematicamente non rilasciata.
Guarda caso, nella stessa zona è spuntato l’hôtel Coronado (un motel quattro stelle, carissimo) del mio concorrente, a cui è stata pure concessa una licenza (molte licenze) di costruzione ad “altezza libera”.
Ad ogni mia successiva domanda di costruzione, le licenze edilizie rilasciate dal Municipio sono sempre state vanificate da ricorsi temerari e pretestuosi portati avanti dalla Motor Rest SA, in una sorta di giochino perverso del tipo “Vai avanti tu, che mi scappa da ridere!”

Di recente un ricorso pretestuoso che ha dato ragione al mio concorrente è stato originato da un’opposizione fantasma, per giunta viziata da inadempienza dei termini, che erano scaduti da giorni.
Non mi è stato possibile sapere perché sia stato accettato un ricorso fuori tempo.
Inoltre, sempre nello stesso ricorso, la Motor Rest SA (nel cui Consiglio di amministrazione siede ancora l’ex procuratore pubblico e ex consigliere di Stato, quello del decreto pompe tanto per capirci), si è arrogata il diritto di essere sentita in qualità di confinante, mentre in realtà non lo è affatto.
Esiste quindi un chiaro vizio di forma contestato al Consiglio di Stato. Motor Rest non è confinante e quindi l’opposizione è da ritenersi irricevibile.”

Ripepi solleva poi un altro aspetto a dimostrazione di una situazione poco trasparente: “Secondo voci di corridoio e nelle intenzioni dei progettisti, la Via Borromini doveva sfociare alla Croce Grande di Genestrerio.
Sarebbe giustamente divenuta un’importate arteria di sfogo per il traffico congestionato della stazione FFS e per la galleria ferromodellista del pompa d’oro e, in definitiva, del centro borgo.
Orbene inaspettatamente nella ex proprietà Grassi Petroli, ora chiusa, che si trova ad interrompere di fatto la Via Borromini, verrà edificato una palazzina di proprietà della Motor Rest SA.
Questo è troppo e mi sembra corretto portarlo a conoscenza della cittadinanza.
Non si dimentichi che questo mappale ha ospitato per lunghi anni cisterne di carburante. Il mappale è rimasto fermo ed inattivo per svariati anni (era in corso il fallimento della società) senza controlli e senza una benché minima manutenzione delle cisterne e delle tubature.
Chiedo pertanto che la divisione siti inquinati effettui un accertamento.

Ci sarebbe ancora tanto da dire sulla disparità di trattamento che le autorità comunali e cantonali hanno fin qui esercitato nei confronti di due realtà economiche della regione del Mendrisiotto e Giuseppe Ripepi è intenzionato a vuotare il sacco. La misura è colma e ora intende denunciare pubblicamente i soprusi e le angherie datate dal 1998.
“Dal 1998 – prosegue – anche un altro mappale di mia proprietà (Orcam SA in Via Maderno, strada cantonale per Capolago) è oggetto di disparità di trattamento da parte delle autorità comunali e cantonali.
Su questo mappale, già fuori zona e oggi portato in zona agricola oggi sorge un’officina metalmeccanica e un distributore di benzina (sempre a franchi 1,60 al litro contro gli 1,75 del mio concorrente) e ben tre negozi. Posizione assolutamente non agricola, prova ne è che a destra ed a sinistra ci sono altre attività commerciali.
Per contro, di fronte alla Orcam è presente un altro comparto già fuori zona, stranamente portato in area fabbricabile, laddove sussiste costantemente il pericolo di caduta massi dal Monte Generoso. Secondo le istituzioni, questo stato di cose è normale e non sussistono disparità di trattamento.
E’ vero che la Divisione pianificazione cantonale ha imposto al Municipio di Mendrisio di dare una destinazione a tutti i fuori zona ma era implicito che sui due mappali divisi dalla strada cantonale andavano portati avanti in modo parallelo e non in maniera apertamente discriminante ancora una volta a mio danno.
Persino il Consiglio di Stato aveva chiesto a Mendrisio di rivedere la posizione del mio mappale perché chiaramente penalizzante.

Dove altri costruiscono a 15 metri di altezza (Gran Casa e San Martino) io sono costretto a rispettare i 10,60 metri. E’ veramente troppo e non mi stancherò di denunciare questo intollerabile stato di cose.
Il mio cantiere al mappale 2206 non s’è mai fermato ma procede lentissimamente (come la torre di Babele).
Sono in licenza di posteggi dal 1993 e oggi mi si vuole ridurre lo spazio auto e costringere a una nuova domanda dai costruzione, per confrontarmi con le normative peggiorative del 2012. Mi hanno preso per fesso? A questo punto è più che lecito chiedersi perché dal 1999 la Motor Rest SA porta avanti ricorsi temerari persino accolti dalle autorità.
Non è forse il caso di controllare i vari incroci di cariche nei Consigli d’amministrazione dei promotori di questi soprusi, affinché siano chiari i legami venerabili fra i diversi attori?”

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