Venerdì mattina, al summit europeo di Bruxelles i capi di Stato e di governo della Zona euro si sono messi d’accordo su una supervisione bancaria e un accesso facilitato degli Stati in crisi ai fondi di soccorso. In cambio, Italia e Spagna hanno accettato il patto di crescita europeo.
L’Europa va avanti a fatica, si trascina di summit in summit giudicano i commentatori, che criticano l’apprensione dei dirigenti di fronte a un’unione politica
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Il premier italiano Mario Monti e il suo omologo spagnolo Mariano Rajoy hanno ottenuto che in futuro gli Stati possano beneficiare più facilmente di aiuto dai fondi di soccorso europei per ridurre i tassi legati ai loro prestiti di Stato.
Non vi sono veri progressi in questo summit, scrive il giornale economico tedesco Handelsblatt :”Il rischio di default dei contribuenti europei nel salvataggio dell’euro è aumentato. Resta da sapere in quale misura, in quanto le decisioni non sono ancora state formulate.
… L’ultima maratona dei negoziati mostra anche che dopo tre anni di crisi i soccorritori dell’euro non padroneggiano ancora la situazione. Di nuovo si sono confrontati gli interessi dei due campi – da un lato i paesi finanziariamente forti, capeggiati da Angela Merkel e dall’altro i paesi in difficoltà finanziaria, condotti da Mario Monti.”

L’UE arranca penosamente di summit in summit senza veramente affrontare il salvataggio dell’euro, critica il quotidiano italiano La Repubblica : “Quando si ignora la risposta si occulta la domanda. Si passa alla prossima domanda.
I summit europei sono dominati da questa regola quando sono giudicati determinanti. Per quanto riguarda la questione fondamentale sul modo di salvare l’euro, i protagonisti dell’ennesima terapia di gruppo non hanno ancora una risposta.
Non perchè il salvataggio sia impossibile. Al contrario. E’ sufficiente completare la moneta attraverso un’unione politica e questo da subito. Ma nessuno dei dirigenti europei osa vendere al proprio elettorato un Euro Stato, né oggi né domani.
E’ il motivo per cui ogni summit si accontenta del minimo denominatore comune. L’obiettivo di ogni riunione europea è di poter organizzare un nuovo successivo incontro.”

La Germania non cambierà il suo atteggiamento sino al crollo dell’euro, deplora il quotidiano greco To Vima : “Dobbiamo finalmente capire che quello che numerosi paesi europei e l’economia internazionale percepiscono come una crisi assai pericolosa è visto da Berlino come un’opportunità di accrescere il suo potere politico, economico e istituzionale.
Dobbiamo finalmente smettere di sottovalutare la gestione tedesca fingendo di non capire quello che fa … I tedeschi sono incapaci di controllare la loro forza e oggi sono accecati dal sogno di un’Europa sotto l’egemonia tedesca. Non rinunceranno a questo sogno, nemmeno negli ultimi istanti del naufragio.
Tutti pagheremo per la loro ebbrezza del potere. L’Europa pagherà e alla fine pagheranno anche i tedeschi.”