La comunità internazionale è paralizzata di fronte al dramma siriano. Idem per la giustizia internazionale. Il quotidiano francese L’Express ha chiesto il parere di Nadim Houry, membro dell’organizzazione umanitaria Human Rights Watch.

Nell’articolo de L’Express, Houry spiega come “Le parti in causa mancano di motivazione politica. Per avviare una procedura presso il Tribunale penale internazionale è necessario passare dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Ora, Russia e Cina si oppongono, altri paesi pensano si debba privilegiare la via del negoziato per uscire dall’impasse di violenza e ritengono che un procedimento giudiziario possa complicare la situazione.
… Le Nazioni Unite hanno creato una commissione d’inchiesta internazionale un anno fa. Diretta dal giurista brasiliano Paulo Sergio Pinheiro, questa ha redatto un rapporto molto negativo nei confronti del regime di Damasco.
Gli inquirenti non hanno potuto indagare in Siria ma hanno raccolto le testimonianze dei rifugiati nei paesi limitrofi. La commissione ha riunito elementi comprovanti che crimini contro l’umanità e crimini di guerra sono commessi su vasta scala da parte del regime siriano e dalle sue milizie.
Il rapporto comprende i nomi delle persone incriminate. Ma a questo stadio la lista dei nomi viene mantenuta segreta e nessun seguito giuridico ha potuto essere avviato […] a causa della mancanza dell’approvazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU.”