Il Partito popolare democratico ha preso atto dell’aumento seppur contenuto, ma che è pur sempre un aumento, dei premi cassa malati ticinesi per il 2013. L’aumento come confermato dal Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli non doveva esserci!

L’incremento si situa al di sotto della media nazionale; nel dettaglio si osserva però come ancora una volta l’aumento colpisca in misura maggiore i premi dei giovani adulti (19-25 anni; + 2,4%), mentre è contenuto per gli adulti (+1.1%) e si riscontra una diminuzione per i minorenni (- 0.4%).
Si tratta di una nota indubbiamente positiva per le famiglie con figli minorenni, ma pur sempre un aggravio per il budget domestico di tutti i ticinesi, ritenuto che il PIL pro capite cantonale è inferiore di più del 20% del resto della Svizzera.

Anche quest’anno si ripete dunque il teatrino del lieve aumento dei premi ai danni dei cittadini del nostro Cantone.
Come in precedenza il Ticino viene costretto a finanziare un sistema di calcolo dei premi LAMal sperequato, che non sembra tener conto del fatto che l’evoluzione dei costi delle prestazioni sanitarie in Ticino avrebbe dovuto suggerire dei premi cantonali invariati rispetto allo scorso anno.
A preoccupare è soprattutto la tendenza che colloca il livello dei premi casse malati ticinesi nel plotone di testa, al 6°rango (eravamo al 4° due anni fa), mentre per il tasso di riserve effettive siamo al 2°rango dietro a Ginevra.
È una crassa ingiustizia nei confronti del nostro Cantone che purtroppo non sembra intravvedere una soluzione in tempi brevi: infatti, l’unico organo deputato a decidere l’approvazione dei premi, l’Ufficio federale della salute pubblica, non dispone della base giuridica necessaria che esigere una loro diminuzione.

Il PPD esprime stupore per la lentezza – in questo caso tipicamente bernese – con la quale la Confederazione e le Camere federali hanno affrontato questo annoso problema.
Ancora oggi, le due riforme della LAMal in corso, e che dovrebbero conferire all’UFSP maggiori poteri di vigilanza sulle Casse malati e di controllo sugli aumenti dei premi, non sembrano decollare dalla fase di entrata in materia della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati. Vi è solo da sperare che la Deputazione ticinese a Berna faccia tutto quanto è in suo potere affinché queste riforme non siano purtroppo rimandate alle calende greche.