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E’ un sisma nella comunità scientifica. Tre anni dopo il terremoto che a L’Aquila aveva fatto 309 morti, sette scienziati italiani della Commissione governativa Grandi rischi – i maggiori sismologi d’Italia – sono stati condannati a sei anni di carcere per “omicidio per negligenza” e all’obbligo di versare 9.1 milioni di euro per risarcimento danni alle parti civili.

La loro colpa è aver ignorato i segnali presunti del sisma e aver minimizzato i rischi per la popolazione.
Dalle pagine del quotidiano francese Le Monde, Pascal Bernard, sismologo francese, definisce il verdetto “inaccettabile” e lo considera una “sovrainterpretazione di quel che gli scienziati sono capaci di prevedere.”
“Il verdetto è mal fondato – commenta Bernard – Dichiarazioni di alcuni membri, pronunciate al di fuori dell’ambito ufficiale della Commissione sono state riprese dai media e considerate il risultato di un consenso scientifico, il che è falso.
Purtroppo, alcune di queste frasi hanno condotto gli abitanti, che si sono sentiti rassicurati, a tornare a L’Aquila. Frasi scientificamente false – come quella che affermava che lievi scosse telluriche non annunciano un evento di maggiore portata.
Ma non sono state pronunciate dagli esperti sismologi, che sono invece stati condannati senza distinzione. Loro non hanno alcuna responsabilità in questa tragedia.
Si dovrebbe ricordare chi ha detto cosa, a nome di chi, in quale contesto, sotto quale pressione delle autorità. Questo giudizio mi pare inaccettabile.

Il solo elemento che si può rimproverare ai sismologi è di aver accettato di partecipare a una Commissione mal organizzata e riunita in tutta fretta – i suoi membri avevano unicamente discusso durante qualche ora il 31 marzo 2009, sei giorni prima del sisma.
I sismologi non prevedono l’arrivo di un sisma, ancora non è possibile farlo con precisione, ma forniscono delle probabilità. Le attuali ricerche portano ai valori di queste probabilità e sulle loro incertezze.
Le stime migliori si fanno oggi sulle previsioni a lungo termine, coinvolgendo sismologi e geologi. Sappiamo che violenti terremoti si sono prodotti nel passato e accadranno di nuovo. Non sappiamo quando esattamente, ma si conoscono le probabilità.
In questo modo diciamo che in una determinata regione un sisma di magnitudo 5 accade ogni dieci anni, un sisma di magnitudo 6 ogni cento anni e uno di magnitudo 7 ogni mille anni.
Tuttavia, anche per il lungo termine esistono forti incertezze, come mostra il terremoto in Giappone l’11 marzo 2011, in termini di magnitudo. Ci si attendeva un massimo di 8.3 gradi, mentre invece il sisma aveva raggiunto magnitudo 9, dieci volte più potente.

Le previsioni a breve termine si basano invece sull’osservazione di fenomeni insoliti, come crisi microsismiche che fanno aumentare la probabilità di un grande terremoto. In questo caso si cerca di valutare la probabilità legata a questa osservazione.”