Il Fondo monetario internazionale ha messo sotto accusa il debito dei Paesi dell’euro intimando agli interessati di ridurlo attraverso lo smantellamento dello Stato sociale, scrive il blog I Lupi di Einstein : “Ma poi, come sempre, ignorando l’enorme debito pubblico degli Stati Uniti. Non a caso, il primo contribuente del FMI.

La vera e continua destabilizzazione dei mercati finanziari viene dall’enorme debito pubblico statunitense che democratici e repubblicani in agosto si sono accordati per portare “legalmente” sopra il 100% del Pil.
Viene da un debito che sale al 130% considerando pure quello delle amministrazioni dei singoli Stati della Federazione.
Viene dall’altrettanto enorme disavanzo commerciale degli Usa, pari a 600 miliardi di dollari.
E viene dalla continua emissione di dollari con la quale Washington inonda il mondo, in parte per pagare le proprie importazioni, in parte perché non gli costa nulla.

Una destabilizzazione che gli Stati Uniti perseguono senza farsi grossi problemi, contando sul fatto che il dollaro resta la moneta di riferimento nelle transazioni commerciali internazionali e che continua ad essere tale in conseguenza dell’essere espressione della prima potenza militare globale.
Se non vi fosse tale implicazione, il dollaro si sarebbe già ridotto ad essere poco più che carta straccia, in quanto espressione di un paese e di cittadini che vivono ben al di sopra dei propri mezzi.
Sono le banche americane e quelle britanniche a speculare massicciamente contro i titoli pubblici di Paesi europei in difficoltà, con l’obiettivo di fare crollare l’euro attraverso un effetto domino.
L’euro rappresenta infatti una seria alternativa al dollaro e alla stessa sterlina.
Se a questo si aggiunge il fatto che le speculazioni delle banche Usa sono state possibili grazie ai soldi che il Tesoro ha versato loro (9,5 miliardi di dollari solo alla Goldman Sachs), il quadro diventa completo e si comprende il ruolo sporco che il Fondo monetario internazionale ha scelto di svolgere.”