Tre anni dopo il sisma che ha devastato L’Aquila, sette scienziati italiani sono stati condannati a sei anni di carcere ognuno per non aver saputo prevedere la potente scossa di terremoto. Il quotidiano cipriota Phileleftheros si chiede perchè i banchieri non debbano render conto allo stesso modo della loro incapacità nella gestione della crisi dell’euro.

“Durante gli anni del declino – si legge – quando si aveva l’impressione che a Cipro le cose andassero bene mentre in realtà le fondamenta stesse dello Stato crollavano un poco alla volta, i capi delle banche hanno guadagnato sino a un milione all’anno (senza parlare di bonus, crediti a basso tasso d’interesse e altre prestazioni).
… Queste cifre, che un operaio non potrebbe guadagnare nemmeno in tutta una vita di lavoro, sono andate nelle tasche di queste persone perchè sembrava avessero contribuito alla prosperità del paese, al miracolo economico che sembrava si stesse producendo.
… Ma adesso che è evidente che non si trattava di un miracolo ma di una bolla finanziaria che ha portato il paese e i cittadini in una terribile situazione, quale parte di responsabilità assumono oggi queste persone? Non si dovrebbe perlomeno condannarle per negligenza, per indifferenza o per la loro incapacità nell’interpretare i segni che, dal 2011, erano non solo visibili ma addirittura reali?”