Alla Corte delle Assise correzionali di Lugano è iniziato martedì 30 ottobre il processo per le presunte irregolarità al cantiere del LAC, il nuovo centro culturale.

Tre gli imputati alla sbarra per l’inchiesta sugli operai taglieggiati dalla ditta in subappalto Concrete SA nella primavera 2011, si legge oggi sul portale del Corriere del Ticino : “il direttore della Concrete SA e l’intermediario-caporale coinvolto nella vicenda, accusati di estorsione e falsità in documenti ed uno svizzero di 46 anni pure accusato per quest’ultimo reato.
La prima parte della mattinata è stata dedicata alla ricostruzione da parte della Corte, presieduta dalla giudice Rosa Item, dei contatti tra gli imputati, in particolare tra il “caporale” e il direttore della ditta, nonché degli accordi presi, dei salari orari proposti e poi pattuiti con gli operai, e delle rispettive commissioni intascate sugli stessi.
Nel pomeriggio ha preso la parola il procuratore John Noseda, che si è soffermato sulle vittime del sistema, operai italiani in situazione precaria con paura di perdere il posto di lavoro. Paura sfruttata dagli imputati per imporre delle condizioni svantaggiose, fatto che giustifica, agli occhi del procuratore, l’accusa di estorsione.
Noseda ha poi presentato le richieste di pena, che sono di un anno di detenzione, eventualmente sospeso, per il direttore e il “caporale”, e di alcuni mesi sospesi per l’amministratore.”