Gli Stati Uniti continuano a verificare l’esattezza dell’inventario delle armi chimiche trasmesso dal governo siriano alla comunità internazionale, così come il programma di distruzione di queste armi.
Lo ha comunicato l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, la quale ha anche fatto parte del suo “scetticismo” riguardo alle dichiarazioni di Damasco
.

“Dobbiamo ancora lavorare molto per essere sicuri che la lista dei siti ufficiali trasmessa dal governo siriano sia esaustiva e che il processo sia sulla buona via, in particolare la fase di distruzione, che sembra molto complicata – ha dichiarato Samantha Power dopo una riunione del Consiglio di sicurezza consacrata alle armi chimiche siriane.

La Siria ha trasmesso all’Organizzazione per l’interdizione delle armi chimiche (OIAC) un documento di 700 pagine nel quale il governo di Bashar al Assad si impegna a distruggere integralmente lo stock di 1 000 tonnellate di agenti chimici e di 290 tonnellate di armi chimiche. Gli esperti americani continuano a studiare il documento, estremamente tecnico, ha aggiunto la Power.

A fine ottobre l’intero arsenale chimico siriano era stato sigillato e i siti di produzione dichiarati inutilizzabili dall’OIAC.
Gli Stati Uniti avevano valutato che l’arsenale sarebbe stato distrutto nei termini previsti, ossia entro la fine di giugno 2014. Ma “dopo anni di rapporti con questo regime, anni di bugie in altri contesti e molte promesse non mantenute durante questa guerra, gli Stati Uniti rimangono naturalmente scettici – ha detto Samantha Power.

Alti responsabili americani hanno fatto dichiarazioni simili. Uno di loro ha detto che “esistono segnali che mostrano che alcuni elementi del regime siriano vogliono preservare l’arsenale di armi chimiche.”
Un altro responsabile ha dichiarato che dubbi sussistono circa il fatto che Damasco abbia dichiarato tutte le armi chimiche in suo possesso.