Un deputato americano teme che il Boeing 777 della Malaysia Airlines sia stato dirottato per replicare gli attentati dell’11 settembre 2001.

Le zone dove avrebbe potuto dirigersi il Boeing 777 della Malaysia Airlines attualmente coprono gran parte dell’Asia, quasi sino all’Iran e a sud verso l’Australia.

L’aereo è potuto atterrare in un aeroporto, o in una superficie simile alla pista di un aeroporto, da qualche parte in questa vastissima zona?
Tecnicamente è possibile, condizioni meteo permettendo. La pista suscettibile di farlo atterrare deve essere larga almeno 45 metri e lunga 1’550 metri, indica la compagnia Boeing nella scheda tecnica dell’aereo 777-200ER. Per decollare sono invece necessari 2’575 metri.

Supponendo che il volo MH370, scomparso nel nulla dieci giorni fa con 239 persone a bordo mentre faceva la tratta Kuala Lumpur-Pechino, abbia raggiunto un sito molto discreto nell’Asia centrale, cosa succederebbe?
Per rimetterlo in volo sono necessari circa 100 000 litri di cherosene. Una quantità che non si trova al mercato nero e che presume un trasporto con veicoli speciali.

L’aereo della Malaysia Airlines è stato dirottato e nascosto per servire in un secondo tempo come “missile da crociera”, ha dichiarato domenica il presidente della Commissione della Sicurezza interna alla Camera dei rappresentanti americana, Michael McCaul.
Un timore che appare ingiustificato di fronte alla complicata logistica necessaria per nascondere l’aereo e per farlo ripartire, senza parlare dei dispositivi di difesa aerea da superare per condurre una simile operazione terrorista da qualche parte nel mondo.

(Fonte : Le Point.fr)