Da due decenni la Russia pratica nei confronti dell’Europa e degli Stati Uniti la “difesa Alechin” : arrivare a una vasta offensiva proveniente da Occidente per realizzare facili guadagni.

Da Wikipedia : La “difesa Alechin” prende il nome dal campione di scacchi russo Aleksandr Aleksandrovič Alechin (1892-1946) ed è un’apertura di gioco semiaperto degli scacchi, caratterizzata dalle mosse 1. e4  Cf6.

Negli Stati Uniti il gioco nazionale consiste nel lanciare una palla e a batterla con tutta la propria forza. E’ il baseball.
In Europa gli sport più popolari consistono nel mettere una palla fra due squadre e a disputarsela con i piedi o a colpi di gomito. E’ il calcio oppure il rugby.
In Russia, quando ci si vuole misurare con un avversario si gioca agli scacchi.
Un gioco di riflessione. Il vincitore è colui che prevede con largo anticipo le mosse dell’avversario.

Questa è la differenza nella partita che si disputa sullo scacchiere geopolitico tra il fiume Dnepr e la catena montuosa degli Urali e dove sinora il punteggio è a favore dei russi.

Bilancio del gioco di questi ultimi 20 anni : dalla fine dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti mettono la loro prima pedina in Georgia.
Risultato di questo primo tentativo, la regione dell’Abkhazia finisce sotto il controllo di Mosca.

Contemporaneamente, il governo di Washington mette una pedina dalle parti di Baqy, capitale dell’Azerbaidjan, appoggiato dai cavalieri turchi nel duello che oppone l’Azerbaidjan alla piccola Armenia.
Risultato : il paese ricco di petrolio perde il vantaggio, il Nagorno Karabakh si proclama repubblica indipendente.
Stessa cosa per la Moldavia, altro piccolo pedone spinto dalla Romania, che vede la diagonale dello Stato indipendente (non riconosciuto) della Transnistria passare sotto la protezione della Russia.
In un eccesso di ottimismo, la Georgia, sicura della protezione americana, si lancia in una guerra lampo nell’Ossezia del sud.
Effetto prevedibile : dopo l’intervento delle forze di Mosca, la regione passa sotto il controllo della Russia.

Bilancio : a ogni tentativo di avanzamento sul suo territorio, il governo russo estende e consolida le sue posizioni.

Ben lontani dall’aver imparato la lezione, Stati Uniti e Europa riprendono l’iniziativa dalle parti di Kiev, capitale dell’Ucraina, dapprima con i pedoni della Rivoluzione arancione, poi spingendo il cavaliere Viktor Yuschenko (presidente dell’Ucraina dal 2005 al 2010), prima di far avanzare la dama Yulia Timoshenko (primo ministro ucraino dal 2007 al 2010).

Conseguenza : dopo aver consolidato le sue linee grazie a Viktor Ianukovitch (presidente dell’Ucraina dal 2010 al 2014), dopo averle viste spaccate a causa dello stesso Ianukovitch, il governo di Mosca si impossessa della Crimea, forte delle sue installazioni militari, lasciando all’Occidente il compito di pagare i rimanenti 140 miliardi di dollari di debito esterno dell’Ucraina. Di questi, 65 miliardi pagabili entro dicembre 2014 (e 2 miliardi destinati alla compagnia del gas russa Gazprom).

Ci si può chiedere se dopo aver sbloccato 110 miliardi di euro di crediti nel 2009 e 130 miliardi nel 2012 per salvare la Grecia, l’Europa è pronta a raddoppiare questo sforzo per salvare l’Ucraina.

Sapendo con quanto poco entusiasmo la Cancelliera tedesca Angela Merkel mette mano al portafoglio, si può scommettere che Bruxelles e Washington si libereranno presto di questo gravoso impegno e chiederanno a Mosca di riprendere parte del fardello, in cambio dell’accettazione dell’annessione più o meno ufficiale della Crimea alla Russia, secondo regole già sperimentate in Kosovo.

In chiaro, Mosca deve fare solo una cosa : dopo una vasta offensiva proveniente da Ovest, aspettare che l’abbandono programmato dell’Ucraina faccia il suo effetto e riprendere la sua porzione di territorio.

Questa strategia ricorda quella attuata nel 1921 da un leggendario campione di scacchi russo, Aleksandr Aleksandrovič Alechin.
Questa strategia, la difesa Alechin, consiste in una manovra semplice : offrire un cavaliere senza difesa in risposta all’avanzata di un pedone bianco.
I bianchi, attirati da una vincita facile, avanzeranno il pedone per attaccarlo, poi un altro e un altro ancora, fragilizzando la propria linea di difesa.
Al momento giusto il cavaliere, colpo dopo colpo e pazientemente, prende tutti gli audaci pedoni e il resto fino a che termina la partita.

In Russia Alechin è considerato il genio assoluto degli scacchi. Non sorprende che il fine stratega Vladimir Putin e il suo capo della diplomazia Serguei Lavrov siano adepti di una strategia tanto vincente.

(Fonte : Slate.fr)