Dopo la morte in Texas della prima persona colpita dal virus Ebola, Stati Uniti e Canada hanno deciso di rinforzare i controlli in diversi aeroporti internazionali.

Dopo l’annuncio della morte, mercoledì a Dallas, di Thomas Eric Duncan, il paziente liberiano colpito dal virus Ebola, il primo a essere stato diagnosticato fuori dal continente africano, il governo americano ha deciso di rinforzare i controlli in 5 aeroporti del paese, dove arriva il 94% dei passeggeri provenienti da Liberia, Sierra Leone e Guinea.
Si tratta degli scali JFK a New York, Newark nel New Jersey, Dulles a Washington e gli aeroporti internazionali di Atlanta e Chicago. La misura di controllo sanitario riguarderà circa 150 passeggeri al giorno.

Il ministro canadese della Sanità, Rona Ambrose, ha anche annunciato che i passeggeri provenienti dall’Africa dell’Ovest per i quali si sospetta un contagio saranno sottoposti a severi controlli.

Thomas Eric Duncan era arrivato a Dallas il 20 settembre. Aveva iniziato a mostrare i sintomi del virus il 24 settembre e il 28 era stato ricoverato in isolamento.
I medici lo avevano curato con un farmaco sperimentale, l’anti-virale brincidofovir sviluppato dalla società biofarmaceutica americana Chimerix. Cure che si erano rivelate inutili e ora le autorità sanitarie americane sorvegliano una cinquantina di persone che sono state in contatto con Duncan.