“Non sarò stato troppo cattivo?” Alla fine è stato colto da un dubbio l’intervistato Paolo Pamini, candidato al Consiglio di Stato sulla lista “la Destra”. Io non lo so, giudicherà il lettore. Non ho toccato una virgola. Paolo, come d’obbligo nella sua posizione, gioca all’attacco, poiché non ha un fortino da difendere.

L’immagine più audace e bizzarra? Quella di Donna Laura… che s’è messa a disposizione del Diavolo! (Diversamente da Pamini io, per Colui che la teologia chiama Grande Nulla, uso la maiuscola). Speriamo che la direttrice del DFE la prenda con un sorriso.

Un’intervista di Francesco De Maria (vedere anche qui)

Pamini 111 xFrancesco De Maria   Caro Paolo, il sondaggio del GdP non dà speranze…

Paolo Pamini   Caro Francesco, il sondaggio GdP non è metodologicamente capace (per sua ammissione) di prevedere il voto de LA DESTRA in Governo, non essendoci stata lista UDC nel 2011. Aspettiamo i sondaggi più di dettaglio. Io ovviamente ce la metto tutta per mostrare agli elettori che in caso di elezioni sappiamo bene cosa fare: “la ricreazione è finita” è non a caso il mio motto.

L’UDC, la vostra alleata, nel 2011 ha sostenuto la Lega e l’ha aiutata (forse in modo decisivo) a conquistare la maggioranza relativa in Governo. Ora si è girata dall’altra parte…

PP   Forse il mancato accordo in primavera 2014 tra Lega e UDC, conseguenza pure di molti cambiamenti di persone in seno alla Lega per le tristi cause che tutti conosciamo, è stato provvidenziale per instradare il lancio del progetto liberalconservatore (lista n. 10 LA DESTRA come primissimo passo) teso ad un polo di centro-destra. A tendere sarebbe bello se ci aggregassimo con la Lega, l’ala destra del PPD e l’ala destra del PLR per abbattere lo statalismo socialdemocratico che sta facendo enormi danni a questa terra, come ovunque è stato il caso nel mondo alla prova dei fatti. Un maggioritario accelererebbe ancor più tale dinamica. Noi i compiti li stiamo facendo e le idee/energie non mancano.

Morisoli, Pamini, Siccardi, Pesciallo: sono nomi ben conosciuti. Avete trovato nomi nuovi da mettere in lista?

PP   AreaLiberale schiera, all’interno della Lista n. 10 LA DESTRA, ben 13 candidati in Gran Consiglio. Il 30% in più dei 10 candidati su 90 inizialmente pattuiti con l’UDC, a riprova dell’apertura dell’UDC a questa alleanza e di quanto AL sappia attirare nuove persone. Abbiamo varie personalità, come Michele Nicora noto ad alcuni per aver preso in mano il football club Locarno dalla dinastia Gilardi, oppure i coniugi Chiappini che a Brissago han fatto un vero e proprio golpe affondando il PLR. Inoltre abbiamo tanti giovani molto lanciati.

Voi vi dichiarate e siete “liberali”, anzi l’essenza del Liberalismo. Ma c’è già un partito liberale, molto più grande di voi…

PP   Ah ah! Questa è veramente bella! Lei si riferisce forse al Partito Radicale Ticinese, ossia quello che (1) ha sostituito la Legge sul freno spesa con il moltiplicatore automatico d’imposta cantonale, (2) ha bocciato compattissimo (tranne Rinaldo Gobbi ed Alessandro Del Bufalo) a manina con PS e Verdi il referendum finanziario obbligatorio tacciandolo di misura demagogica e apolitica, (3) ha proposto un’imposta immobiliare cantonale sulle residenze di vacanza dei ticinesi ispirandosi alle ville milionarie di Suvretta, (4) vuole ritoccare verso l’alto le stime immobiliari senza ben esser certi della neutralità fiscale dell’operazione, (5) ha portato il debito pubblico cantonale procapite dai CHF 3’900 lasciati da Marina Masoni ai CHF 5’800 di Laura Sadis, (6) ha fatto regredire l’attrattività fiscale del cantone dal 4° posto nel 2007 al 21° posto oggi, (7) ha pompato il debito pubblico da CHF 1.2 mrd nel 2007 a CHF 2 mrd oggi, (8) ha promosso un preventivo con 48 aumenti di tasse causali per un maggior prelievo fiscale (benché non d’imposta) di circa CHF 50 mio. l’anno?

La verità è lampante: abbiamo 12 anni di “risparmia e sgrava” di Masoni (1995-2007) contro 8 anni di “spendi e tassa” di Sadis (2007-2015). E non si dica che il DFE non può far nulla! Sadis (originariamente di famiglia non radicale) è stata eletta con voti socialdemocratici e da socialdemocratica si è coerentemente comportata. Non c’è stata alcuna sorpresa nelle sue azioni. E il gruppo PLR in Gran Consiglio giù come pecoroni senza la più pallida idea di che cosa sia una politica coerentemente liberale, oppure peggio ancora anteponendo la disciplina di partito alle idee nelle quali in teoria qualcuno di loro dice di credere.

Forse qualche elettore finalmente si rende conto che se con Sergio Morisoli, Alberto Siccardi, Stelio Pesciallo e tanti altri abbiamo creato AreaLiberale nel 2012 un motivo di sostanza veramente c’è, e non si tratta della boria di Sergio Morisoli, che anzi ha il merito impareggiabile di aver stretto i denti e averci portato qui oggi.

Pamini 222aA suo parere, qual è l’ostacolo maggiore tra Area Liberale e la conquista di un consenso elettorale di ragionevoli dimensioni?

PP   Il sistema elettorale proporzionale. Con un maggioritario mettiamo in moto la rottamazione finale dei partiti storici e la nascita di un polo liberalconservatore e di uno socialdemocratico. Dalla frammentazione partitica attuale (che almeno mette chiarezza su come la pensa ognuno) torniamo a delle forze con una certa massa critica. Ci vorranno anni ma questo è il chiaro trend. L’Italia lo visse nei primi anni ’90.

Perché certe proposte “puramente liberali” (come alcune vostre) sembrano a molti qualcosa di estremo e impraticabile? Vi divertite a proporre l’impossibile? Giocate agli extraterrestri?

PP   Perché Gramsci aveva visto benissimo l’importanza dell’egemonia culturale. In parole povere: se la sinistra prendeva in mano l’istruzione pubblica sarebbe riuscita ad inculcare nella popolazione valori ed idee quasi impossibili da sradicare. La scuola di Stato, per quanto eterogenea ed “imparziale”, è ovviamente parzialissima a favore di soluzioni stataliste. Il perché è ovvio e gli incentivi affinché sia così pure! Chi è infatti quel docente (il cui stipendio è finanziato dall’estorsione fiscale) che si permette di dire agli allievi che era meglio la scuola finanziata privatamente, come quella nell’800 vittoriano pagata dai sindacati e dalle associazioni operaie per istruire i propri membri e figlio, oppure quella della chiesa?

Ipocrisia della politica. Assegni un “tasso di ipocrisia” – da 1 a 10 – a ciascuna delle affermazioni seguenti, comunissime:
— Bisogna ridurre l’apparato statale. 10
— I tempi sono maturi per il maggioritario. 3
— Entro x anni (x=3, 5, 10, 20… …) i conti dello Stato saranno in pareggio. 5
— Il partito (Y, Z, W o K) non corre per accaparrarsi le poltrone ma per il bene comune. 10 (PP) Il bene comune non esiste. Lo Stato tutt’al più è qui per far funzionare le cose, non per fare il bene di nessuno. Il bene presuppone la gratuità o la volontarietà, che lo Stato non può offrire dato che confisca risorse con la violenza.
— Noi vogliamo “implementare” l’articolo costituzionale votato dal popolo svizzero il 9 febbraio. 5
— Il moltiplicatore cantonale è stato voluto dal popolo. 10  (PP) Aggiungerei: è stato voluto dal popolo con il nome di “freno ai disavanzi”.

Liberalismo nel 1995 / Liberalismo nel 2015. Gli estremi di un ventennio a confronto.

PP   La tabella seguente confronta 12 anni di politica finanziaria liberale con 8 anni di quella socialdemocratica. Entrambe nelle mani del PLR. Fate voi.

                                                 2015 LS                                         2007 MM

Debito pubblico                         2 miliardi (2,5 2018)                      1,2 miliardi                        

Debito pro capite                       5763.-                                            3923.-

Imposte                                     nuovi aggravi                                 450 milioni tesoretto

Tasse e balzelli                         48                                                   0

Attrattività fiscale                       21. mo posto                                  4. posto

Crescita spesa (in 8 anni)         573 milioni (21.3%)                        351 milioni (15.2%)

Disoccupazione                         4,8 %                                             4,4 %

Conti deficit                                200 milioni                                     in pareggio

Costo dipendenti statali             1000 milioni                                   850 milioni

Pacchetti di sgravi fiscali           0                                                     4

Finanze                                      moltiplicatore di imposte                freno alla spesa

Progetti strategici                       0                                                    101 misure

                                                                                                         A 2000

                                                                                                         Copernico

                                                                                                         Libro Bianco

                                                                                                         Modernizzare lo Stato

Frontalieri                                   62’400                                           38’000

Cond. Socioeconomiche            dumping salariale                          pace del lavoro

                                                   scioperi

Filosofia                                      Spendi e tassa                              Risparmia e sgrava

Poster AL 400Il poster polemico della Destra

Mi schizzi una valutazione del sistema impositivo ticinese: 1) per le persone fisiche 2) per le persone giuridiche

PP   1) Molto progressivo, il che ci porta ad aver problemi di attrattività per abbienti e quadri aziendali. Ma è comunque una forma meno inefficiente di politica sociale anziché elargire sussidi ed aiuti, che richiedono ulteriore burocrazia.
2) Potremmo far meglio. E l’idea molto semplice è: vendere i permessi G e con i proventi abbattere le imposte sulle imprese. Due calcoli semplici semplici: il gettito cantonale delle imposte sull’utile delle persone giuridiche è di CHF 350 mio. l’anno; lo dividiamo per 60’000 frontalieri e scopriamo che se il permesso G costasse poco meno di CHF 500 al mese già potremmo cancellare l’imposta cantonale sulle imprese. Lo vendiamo a CHF 1’000 al mese e tassiamo l’utile di tutte le imprese ticinesi come se fossero holding (ossia solo imposta federale diretta all’8.5%, senza più imposta cantonale e comunale). Il Ticino diventa il miglior cantone della Svizzera, dumping salariale e sostituzione della manodopera in gran parte risolto (CHF 1’000 al mese sono comunque meno del differenziale salariale tra residenti ed italiani), il tutto senza misure socialiste come salari minimi, contratti collettivi, contratti normali ecc.

Come può il Ticino mantenere “salari svizzeri”? Se si apre, arrivano lavoratori pronti ad accettare salari “cinesi”. Se si chiude, la sua piccola economia rischia di soffocare. Mission impossible?

PP   L’uovo di Colombo è quanto spiegato sopra: vendiamo i permessi G a un prezzo grossomodo pari al differenziale salariale tra CH e IT, e con il gettito abbattiamo la fiscalità dell’impresa. La cosa va studiata da un punto di vista del diritto pubblico, ma per me è chiaro che la direzione di fondo va lì.

Chi dice UDC dice protezionismo: della nostra gente, della nostra identità, del lavoro della nostra gente. Come si conciliano protezionismo e liberalismo?

PP   Questo è quanto dicono gli oppositori. Blocher è un imprenditore internazionale. Esser liberalconservatori, pertanto progressisti nelle soluzioni ma conservatori nei valori (i socialdemocratici invece sono i conservatori delle attuali strutture del fallimentare Stato sociale esploso nel secondo dopoguerra), significa applicare coerentemente il concetto di sussidiarietà: spostare potere da Berna ai cantoni, da Bellinzona ai comuni, dai comuni alla società civile e alle imprese. Federalismo, associazionismo, e politica economica liberale sono assolutamente coerenti tra loro.

Pamini 112 b (3)Nel PLR attuale qual è il politico più liberale?

PP  Conoscendoli e giudicando lo smartspider
http://www.rsi.ch/speciali/informazione/elezioni-cantonali-2015/smartvote/
direi spontaneamente Rocco Cattaneo e Alex Farinelli. Se hanno voglia di sostenere liberamente le loro idee, le nostre porte sono aperte!

Otto anni di Laura Sadis. Tre aggettivi (positivi) per lei. Tre aggettivi (negativi) per lei.

PP   Quelli positivi: dedicata, seria, determinata; quelli negativi sono gli stessi, perché ha messo queste sue eccezionali competenze a disposizione del diavolo. È stato il prezzo elettorale che ha dovuto pagare per l’elezione nel 2007 e 2011. Peccato.

Allo stato attuale delle cose (marzo 2015) la sua assenza dalla lista diminuisce o aumenta le chances del PLR ?

PP   Le chances di fare che cosa? Se lei si riferisce al secondo seggio naturalmente le diminuisce. Se si riferisce a questioni programmatiche, il PLR continua a confermare la sua coerente linea socialdemocratica anche senza Laura Sadis: per esempio la fibra ottica di Stato (quando se ne occupano già le aziende private!), oppure qualsiasi occasione di politica fiscale e finanziaria che conta impiegata a favore della socialdemocrazia (es. referendum finanziario obbligatorio). Ormai è una nave senza bussola, e quando talvolta la bussola segna qualcosa, l’ago punta verso più Stato e più imposte.

Se il PLR, come alcuni pronosticano, riprendesse il sopravvento sulla Lega, lo vedrebbe come il trionfo del liberalismo sul leghismo?

PP   No, vedrei il trionfo della partitocrazia e del pragmatismo che in realtà tradisce la mancanza di chiare idee e progetti. Gabriele Gendotti si vantava di essere un pragmatico; forse intendeva la scelta dei bidelli nelle scuole medie in base al partito d’appartenenza. D’altra parte è ovvio: nel passato chiunque nel PLR abbia avanzato con decisione delle proposte liberali è stato fucilato in piazza! Ci ricordiamo bene la campagna del compianto Giuseppe Buffi con la bicicletta militare, per non parlare della fucilazione di Masoni nel 2007 e di Morisoli nel 2011. Almeno dal 1991 via la Lega (in gran parte ex PLR, come tutti sappiamo benissimo) ha rotto il giocattolo della partitocrazia, proprio a causa di una promessa d’appalto poi non mantenuta. Il PLR sogna il secondo ministro, ma non dice mai per farne cosa. Sinceramente mi spaventa molto.

Comunque ribadisco che è ora di ragionare a medio termine chiedendoci come ci muoviamo il più in fretta possibile verso il maggioritario con un polo liberalconservatore ed uno socialdemocratico. Allo stato attuale, avremmo probabilmente gli schieramenti visti con il referendum finanziario obbligatorio: PLR-PS-Verdi i socialdemocratici, Lega-PPD-UDC-AL i liberalconservatori. Quei pochi liberali nel P(L)RT facciano la propria scelta.

Le chiedo di formulare una previsione: quanti candidati non UDC saranno eletti sulla lista “la Destra”?

PP   Sinceramente non ne ho la più pallida idea. Lo sapremo presto.

Lei durante questa dura campagna elettorale riesce a lavorare?

PP   Io prima di tutto lavoro, dato che non vivo di politica e che mi guadagno da vivere servendo bene dei clienti affinché paghino le fatture e non sottraendo con la pistola risorse agli inermi contribuenti, sempre più strizzati e denigrati. La domanda è in realtà esattamente il contrario: lei malgrado il lavoro riesce a curare la campagna?

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