“Su molti temi, rispetto a me, lui è esattamente dall’altra parte”
“I due uscenti vanno a braccetto”
“La disfatta del fronte Widmer Schlumpf è stata totale” ma…
“Levrat e Darbellay non rinunciano alla loro pedina!”
“Dichiarazioni arroganti”

Un’intervista di Francesco De Maria.

Ghiggia 123 AFrancesco De Maria   Rispetto all’ultimo sondaggio Pisani lei guadagna almeno 6 punti. La proiezione era troppo bassa oppure… sta guadagnando rapidamente terreno?

Battista Ghiggia   La proiezione vista con il senno del poi non era esattamente azzeccata. Dava i miei avversari molto più forti e il sottoscritto molto più debole. Gli elettori hanno deciso diversamente. Questo è però solo un risultato intermedio. Siamo al campo base 2 e dobbiamo arrivare in cima. Mancano 4’200 voti, per essere sicuri diciamo 5’000. Penso di aver fatto un grande recupero, visto che partivo da molto lontano. Questa è una costante della mia vita, sono sempre partito da molto lontano e fino ad oggi sono sempre arrivato dove volevo arrivare, con grandi sforzi ed impegno.

Faccia una valutazione spassionata e “tecnica” del suo risultato odierno.

BG   Per prima cosa devo ringraziare quei 36’307 elettori ed elettrici ticinesi che mi hanno dato la loro fiducia. Per un neofita della politica come me è sicuramente un risultato molto incoraggiante e confido che a questi se ne aggiungeranno almeno altri 5’000 per poter essere eletto il 15 di novembre. Il mio risultato è la dimostrazione che se la destra è unita riesce ad andare molto bene, in quanto il mio risultato è la somma dei voti di Lega ed UDC. Adesso bisogna riuscire a pescare nell’intera area di destra, anche oltre i due partiti che mi hanno proposto e sostenuto. Bisogna inoltre convincere gli indecisi a votare, quelle persone che per tutta una serie di motivi non hanno voluto esprimere il voto. Il loro coinvolgimento sarà importante e decisivo.

Per la maggioranza dei media con il termine “Destra” s’intende… l’UDC e il PLR. La cosa mi ha sempre lasciato perplesso, e oggi più che mai. Prendiamo ad esempio il candidato PLR agli Stati on. Abate. Lei lo definirebbe un uomo di destra?

BG   Il candidato PLR agli Stati on. Abate è, secondo il parere unanime di tutti gli osservatori politici, decisamente più radicale che liberale e si colloca certamente nell’area del centro-sinistra. Su molti temi per i quali io mi sto battendo, lui è esattamente dall’altra parte. Era contrario all’iniziativa del 9 di febbraio. Favorevole alla nuova legge sull’asilo, considera irresponsabili i promotori del referendum contro questa legge che è già decisamente superata dagli eventi e che non tutela i diritti della Svizzera e dei cittadini svizzeri. Era contrario all’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri. Ha votato Eveline Widmer Schlumpf nel 2007 e nel 2011.

Non mi sembra che queste posizioni coincidano con quelle della stragrande maggioranza dei ticinesi.

In questo 18 ottobre la disfatta del “fronte Widmer Schlumpf” è stata totale. Che cosa potranno ancora inventare per “salvarla”? Quali manovre? Quali inganni?

BG   Ha ragione, la disfatta del fronte Widmer Schlumpf è stata totale. Questo è giusto dirlo e sottolinearlo. Occorre però stare vigili perché dalle arroganti dichiarazioni di Levrat e di Darbellay di ieri non sembra che questi signori siano disposti a rinunciare alla loro pedina, che manovrano a piacimento e grazie alla quale sono riusciti a spingere la Svizzera su posizioni inconciliabili con quelle espresse dalla maggioranza dei cittadini in parecchie votazioni. Confido che a questi burattinai stavolta non riescano altre manovre losche e ingannevoli. Ne va della credibilità e del rispetto della volontà dei cittadini e della nostra democrazia diretta.

Saranno quattro settimane di fuoco. Ci sveli (se non è segreto) il suo programma, il suo timing. Al di fuori della città di Lugano, quali sono i suoi punti di forza? E dove si sente più vulnerabile?

BG   Abbiamo analizzato ieri i risultati di tutto il Canton Ticino. Siamo andati molto bene nel Luganese e in parte nel Mendrisiotto. Sapevamo di essere indietro nel Bellinzonese, in quanto è molto difficile sfondare la trincea radical socialista che tiene in scacco il nostro Cantone da 200 anni. Stiamo riposizionando le truppe per rinforzarci e migliorare ancora dove siamo andati bene e per crescere nel Bellinzonese e nel Locarnese. Le battaglie decisive si vincono sul terreno più difficile.

In tre mesi e mezzo sono riuscito a convincere 36’307 cittadini. Nelle quattro settimane che rimangono, assieme ai miei sostenitori, ne dobbiamo convincere 1’500 a settimana. Dobbiamo riuscire nell’intento e sarà fatta. Non è facile, ma bisogna crederci ed essere determinati per confermare il sostegno dei 36’307 elettori che mi hanno sostenuto e convincere a votare chi non ha votato.

Lei non teme che i suoi due principali avversari si alleino – de facto se non de jure – contro di lei? Come pensa di contrastare questo pericolo?

BG   Stando ad una prima valutazione dei risultati mi si dice che in tanti comuni medio-piccoli, cioè dove i “menatorroni” dei partiti storici hanno più possibilità di influsso sull’elettorato, tanti bollettini di voto riportavano sia Lombardi che Abate, quindi in modo non ufficiale un ticket c’è già stato. Anche a Mendrisio, dalla lettura dei risultati, mi sembra che sia andata così. D’altronde è stato visibile a tutti, che i due uscenti andavano a braccetto e hanno fatto come suol dirsi comunella. Ciò non è molto sorprendente se si pensa che sui temi per i quali mi sto battendo io, i due vanno d’amore e d’accordo e si trovano esattamente agli antipodi delle mie idee e delle sensibilità che sono quelle della maggioranza dei ticinesi.

Confido di riuscire a sensibilizzare l’elettorato sulla questione che mandandoli entrambi a Berna non avranno un rappresentante che sostenga le loro sensibilità su temi quali l’applicazione del 9 di febbraio, l’espulsione dei criminali stranieri, la non elezione della Signora Widmer Schlumpf nel prossimo Consiglio federale, la moratoria in materia d’asilo.

Il Populista Verde e il Populista Rosso (Savoia e Ghisletta), convertitisi alla religione del 9 febbraio, sono finiti molto ma molto male. Come mai è andata così?

BG   Occorre chiederlo a loro. Per quanto concerne Savoia penso di poter dire che il suo risultato personale è comunque più che dignitoso, anche se meno brillante di quelli precedenti. Savoia riesce sempre a convogliare su di sé la simpatia di molti elettori e anche la mia, visto che su molte tematiche importanti, che hanno tenuto banco in questa campagna, la pensiamo esattamente nello stesso modo.

Per quanto concerne Ghisletta è finito male lui, ma pure il suo partito non è andato molto meglio.

Politicamente parlando, dal 2007 abbiamo vissuto otto lunghi anni di intrighi avvilenti e sconfortanti. Ma questo 18 ottobre è come una forte mazzata, capace di segnare un mutamento netto. Quale sentimento in lei prevale? A) di sollievo B) di liberazione C) di giustizia D) di vendetta E) di speranza.

BG   Prevale un sentimento di giustizia e di speranza nello stesso tempo, nel senso che gli elettori hanno voluto eleggere, per quanto concerne il Consiglio nazionale, nello stesso modo con cui votano. Questo è un chiaro segnale dell’elettore che vuole eleggere dei rappresentanti che si impegnano per applicare le decisioni che vengono prese nelle votazioni popolari. La gente è stufa di essere presa per i fondelli e mi sembra lo abbia espresso nel segreto dell’urna. Per il Consiglio degli Stati invece i giochi sono ancora aperti perché circa una ventina di seggi sono in ballottaggio. Confido che anche nel Canton Ticino abbia ad affermarsi il principio che si è imposto per il Nazionale in tutta la Svizzera e quindi che venga eletto almeno un rappresentante alla Camera Alta che si faccia portavoce e difensore delle sensibilità della maggioranza dei ticinesi per quanto concerne applicazione del 9 di febbraio, espulsione dei criminali stranieri, moratoria in materia d’asilo, difesa e rafforzamento dell’esercito, difesa e sostegno della piazza finanziaria. Insomma che si affermi la volontà di essere padroni in casa nostra, forti, fieri e contenti di esserlo.

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