• Diamo il bentornato a Gianfranco, che rientra oggi da Tenerife.
  • Ricordo l’illustre senatore Dick Marty come compagno di classe al ginnasio. 

lourdes3(1)Da “Zeit-Fragen”: il professore Marc Chesney è direttore del settore banca e finanza dell’Università di Zurigo. Riprende un’idea di Felix Bolliger, importante gestore svizzero di patrimoni. In Svizzera circolano annualmente circa 100’000 miliardi di franchi per pagamenti elettronici, senza trasferta reale di moneta. Una somma che corrisponde a 160 volte il PIL nazionale. Una tassa di transazione dello 0,2% porterebbe nelle casse dello Stato 200 mrd di franchi, più di tutte le altre tasse esistenti, tasse che, tenedo conto anche dell’IVA, raggiungono la somma di 170 mrd. Il sistema di incasso per via elettronica sarebbe efficace, immediato, automatico in caso di pagamento tramite carta di credito. La tassa colpirebbe tutte le transazioni, non solo quelle strettamente finanziarie, e sostituirebbe tutte le altre tasse attualmente esistenti. Per fare un esempio, prelevando 100 franchi da un Bankomat si pagherebbero 20 cts per questa tassa. La pagheremmo anche facendo uso di soli contanti, perché sarebbero soldi prelevati in banca.

soldatiMi ha stupito, e non ho capito, come sia possibile che la proposta convenga a quasi tutte le imprese e le famiglie, visto che lo Stato incasserebbe 200 mrd al posto degli attuali 170. I 30 mrd in più, sempre secondo il professor Chesney cadrebbero sulle spalle delle grandi banche e dei fondi speculativi (Hedgefonds). Una simile tassazione attirerebbe sicuramente in Svizzera molte aziende straniere. E quindi, penso, molte reazioni sgradevoli da parte di stati di provenienza di queste aziende.

Comunque la tassazione proposta da Bolliger e promossa da Chesney ancora non c’è. Per concretizzarla occorerebbe un’iniziativa. Ad introdurla, suppongo, potrebbero essere i sindacati, alla condizione che anche i neonati e i moribondi siano obbligatoriamente sottoposti ad un contratto collettivo di lavoro.

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Sempre da “Zeit-Fragen”, un’intera pagina per una notevolissima intervista rilasciata il 2 ottobre 2015 da Dick Marty (DM), classe 1945, alla TV romanda. Le mie poche relazioni con un politico che abitava i piani alti di un edificio dove occupavo una sedia in cantina furono all’inizio buone, ma non tardarono a guastarsi (sin dai tempi dell’inutile e plateale arresto di suore della Clinica Santa Chiara per supposte infrazioni contabili) perché lui guardava il mondo da un punto di vista opposto al mio. Il coraggio dimostrato dall’ex senatore nel denunciare i trasvoli americani di suolo elvetico per trasportare prigionieri rapiti in mezzo mondo nel quadro della lotta al terrorismo e la denuncia degli sporchi traffici (di organi da trapianto e di altro ancora) da parte del capo del governo kossowaro gli valsero di nuovo la mia ammirazione.

Dick_Marty_(2007) smL’intervista, che riassumo parzialmente ma fedelmente, mette in risalto la pochezza dell’intervistatore romando, tale Simon Matthey-Doret (SMD, che di dorato non ha niente), che crede ancora all’opera (pura propaganda) pacificatrice e “democratizzante” degli USA, e l’onestà intellettuale di Marty. SMD apre l’intervista ricordando che la procura parigina ha aperto un’inchiesta contro Bashar al-Assad per crimini contro l’umanità. Una denuncia basata su fotografie di cadaveri di persone sicuramente torturate giunte in Occidente tramite un funzionario fuggiasco della polizia militare del dittatore siriano. Si felicita di poter ospitare l’ex Presidente della Commissione per i diritti dell’Uomo del Consiglio Europeo, che certo non contesterà l’apertura dell’inchiesta da parte dei colleghi di Parigi. Risponde DM: “Suppongo che Lei si meraviglierà, ma sono poco convinto da questa procedura. Credo che sia più un voler mettersi in mostra di una Francia che cerca disperatamente di riappropriarsi di un ruolo nel contesto siriano. Che in Siria siano stati e ancora vengano compiuti crimini atroci è innegabile. Ma affermare che la colpa ricada esclusivamente su Bashar al-Assad è una scorciatoia arbitraria. Dobbiamo ammettere di essere male, molto male informati, e che le poche informazioni di cui disponiamo sono unilaterali e spesso manipolate. SMD: “Voler mettersi in mostra mi sembra un’espressione molto forte. La posizione del presidente Hollande è nota: con il presidente siriano non si deve trattare, anche se russi e forse anche gli americani la vedono differentemente. O pensa forse che non si debba aprire una procedura per crimini contro l’umanità solo perché il presidente siriano non è il solo criminale?”. DM: “E`indispensabile che si apra un’inchiesta sugli avvenimenti di Siria. Tutti sanno che il colpevole non è unico. Un’inchiesta contro un solo colpevole diventa quindi un procedimento unilaterale che non può essere molto oggettivo. E questo è tutto. Penso che la prima cosa da fare sia quella di raccogliere informazioni e di cercare prove concernenti tutti gli implicati. Parlo di mettersi in mostra perché sono scioccato dal comportamento della Francia. Il socialista Hollande (la sottolineatura è mia) che partecipa con il collo sulla testa (traduco letteralmente questa locuzione tedesca che non conosco) ai funerali del re saudita, cui ha venduto i Rafales e le navi da guerra, è quello che adesso li vende all’Egitto, con altri aerei al Katar. Sono tutti regimi dittatoriali, dove i diritti fondamentali vengono pesantemente lesi. Questa doppiezza (lingua bifida), mi disturba moltissimo”. SMD: “Questo è molto interessante. Cosa si nasconde dietro questa doppiezza, questo misurare con due metri? E`vero che vende armi all’Arabia Saudita ma non vuole trattare con Bashar al-Assad. E`precisamente quel che si chiama “politica della realtà”. Che interesse dovrebbe avere la Francia ad usare un linguaggio biforcuto?”. DM: “Credo che (Hollande) abbia il complesso dell’uomo piccolo, che vien lasciato seduto in un angolo. Cerca disperatamente di mettersi in evidenza. Non credo che questa sia politica della realtà, praticata invece da russi e americani. Sono dell’opinione che dobbiamo trarre i dovuti insegnamenti da quello che è accaduto in Irak e in Libia. Lì governavano innegabilmente due tiranni. Prima abbiamo parlato di tiranni, ma questi due lo erano davvero. SMD: “Bashar al Assad non è un tiranno, Dick Marty?”. DM: “Ritornerò su questo argomento”. SMD: “Chiedo scusa”. DM: “Hanno bombardato quei paesi. Non se ne è parlato, ma fu un affare gigantesco per i fabbricanti di armi. Con quale risultato? E`tragico, veramente tragico doverlo dire, ma le persone in Irak e Libia vivevano molto meglio prima. Se si vuole intervenire in questi paesi bisogna farlo in modo intelligente, senza pensare che con le bombe si possano risolvere tutti i problemi”. SMD: “Quindi gli americani dovrebbero tratte la lezione da questi avvenimenti in Irak e Libia?”. DM: “Lo spero”. SMD: “Ritorno sulla mia domanda. Bashar al-Assad è si o no un tiranno?” DM: “Mi ascolti bene, non lo so. Sono stato in Siria 4 o 5 anni fa, ho incontrato il presidente e discusso un’ora con lui. E` un oftalmologo, non voleva diventare capo del governo. Lei conosce la storia. Era suo fratello (n.d.a.: Basil, scomparso a 31 anni in un incidente automobilistico) che doveva diventarlo. Bashar fu costretto a rimpatriare in tutta fretta ed accettare l’incarico. E`certamente un dittatore …… “. SMD: “Ha sparato sul suo popolo …”. DM: “ Ma a sparare sul suo popolo sono in molti. E`un attore sulla scena siriana e se si vuole raggiungere qualcosa bisogna parlare anche con lui”. SMD: “E`proprio quel che si definisce politica reale, anche se lei non è d’accordo con questa definizione. Per ritornare a Hollande, si dovrebbe forse dire che con il suo comportamento in questo conflitto dimostra di non avere il senso della storia?”. DM: “Non so, confesso che tra Sarkozy e Hollande avrei finalmente votato per Hollande (n.d.a.: anch’io, come nel 1981 avrei votato per Mitterrand piuttosto che per Giscard d’Estaing, due presidenti di destra che più deludenti non si può. Il solo a superarli nel peggio è poi stato proprio Hollande, un omuncolo che fa pena, tanto si rivela intellettualmente scarso). Ma lo trovo, continua DM, deludente, di una mediocrità spiacevole, e questo è tutto”. SMD: “Che constatazione spaventosa. Marty, se ritorniamo sulla necessità di un’inchiesta in Siria e si giungesse a una condanna, quale sarebbe la sua importanza?”. DM: “Prima di tutto bisognerebbe istituire un tribunale ad hoc. Prima priorità è la protezione di donne, bambini e anziani. Bisogna porre fine ai bombardamenti. Non si può affidarsi alla giustizia per risolvere problemi di altra natura. Un tribunale può operare solo nella calma e nella tranquillità, mentre l’urgenza è quella di risolvere un problema umanitario”.

Gianfranco Soldati