Dagli anni dell’Agente Arancio al presente di Obama

Viet 1E poi dicono che non è vero che gli USA portano dappertutto (in ogni parte e in ogni dove) pace e democrazia! Il presidente Obama, pur stanco dopo quasi 8 anni di soggiorno alla casa detta Bianca senza meritarlo, si è recato di persona, affrontando il lungo e faticoso viaggio nel suo scomodo Air Force Number One (un Jumbo probabilmente modificato sino a renderlo inaccessibile a tutti i possibili attacchi dei milioni di persone che ogni presidente degli USA lo vorrebbero defunto) a portare al suo collega e (quasi) pari Tran Dai Quang, presidente del Vietnam, la lieta novella. soldatiGli USA, magnanimi (magnanimi secondo il D e O significa dotati di eccezionale generosità e nobiltà d’animo, io all’eccezionale aggiungerei un “e stupefacente”) magnanimi, dicevo, come sogliono essere, hanno tolto l’embargo che durava dai tempi di Ho Ci Minh e della caduta di Saigon, nel 1975, decidendo di riprendere la vendita di armi a quello che fu, storicamente parlando, una dipendenza “indipendente” dell’impero cinese. Guarda caso, il Vietnam ha respinto a più riprese, nel corso dei millenni della sua storia, invasioni di cinesi e di mongoli, poi i colonizzatori francesi (Diem Bien Phu, 1954) e per finire gli americani, subentrati ai francesi nel difendere il Vietnam del Sud dagli invasori comunisti del Vietnam del Nord, guidati appunto da Ho Ci Minh.

Jack 3 Saigon xIl professor De Maria fotografato a Saigon

In quella guerra, terminata con la sconfitta degli USA (ripeto, caduta di Saigon del 1975, lo scrivo per i giovani che non sanno e per i vecchi che hanno dimenticato), il Vietnam del Sud fu irrorato con centinaia di migliaia di tonnellate di defoliante, il celeberrimo “Orange Agent”. Un autentico crimine di guerra che non teme confronti in fatto di atrocità. Per la prima ed unica volta nella storia mondiale abbiamo così avuto il caso di un perdente (gli USA) che non sia stato chiamato a render conto dei suoi crimini davanti ad un qualsivoglia tribunale internazionale, sorte invece che è sempre toccata a tutti i perdenti da che mondo è mondo (vae victis, sapevano già i romani).

Viet 2La disponibilità (che in realtà è una volontà o un tentativo di imporre) a vendere armi al Vietnam è motivata da un semplice fatto; il paese confina a Nord con la Cina. Che gli USA stiano mettendo in atto un accerchiamento di Cina e Russia (vedi guerra civile in atto in Ucraina), i soli due paesi in grado di opporsi efficacemente alla loro pretesa di egemonia mondiale, dovrebbe oramai essere noto anche agli anacoreti (eremiti dediti alle pratiche contemplative) che vivono sui monti della Transilvania romena.

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I quotidiani hanno pubblicato le cifre concernenti le spese sostenute dai partiti nella recente campagna elettorale per le federali di ottobre 2015. Mi sarei aspettato l’UDC abissalmente in testa, a conferma delle insinuazioni delle sinistre che vogliono il partito di maggioranza relativa vincente solo perché dispone di finanze quasi illimitate grazie a due sponsor miliardari, Christoph Blocher e Emil Frey, grande importatore di veicoli di ogni genere. Sussidariamente potevo pensare che fosse stato il partito liberale a primeggiare nelle spese di propaganda, visto che è notoriamente il partito più legato al mondo dell’economia, fatto confermato dalle suddette cifre: 7 mio di franchi per il PLR! Seguito a debita distanza non dall’UDC, ma dal PPD, pur ridotto come è, e senza voler offendere nessuno, a partitucolo, con 5,7 mio. Terza e solo terza l’UDC, 5,2 mio. Quarto, a vincere la volata del secondo gruppo, il PS, con 3,3 mio. Il partito dispone di una pletora di funzionari statali e di giudici chiamati a posti di grande responsabilità e quindi di adeguato stipendio; logico il sospetto, non dico di tirchieria, ma almeno di sicura parsimonia nella dimostrazione della riconoscenza dovuta al partito. Seguono i Verdi, 2 mio, probabilmente racimolati grazie alle insensate sovvenzioni incassate dalle energie alternative. Idem per i Verdi liberali, con 1,3 mio. Ultimo il partito in probabile sfacelo della oramai ex Giuda in gonnella, con un misero milioncino.

Gli eletti hanno speso a titolo personale mediamente 40’000 franchi, i non eletti solo 5’800, perché evidentemente ci sono moltissimi candidati che si mettono a disposizione per riempire le liste, pur sapendo di non avere la minima possibilità di venir eletti. Potranno consolarsi raccontando ai nipoti di essere stati almeno una volta candidati al CN o al Consiglio degli Stati. Che è quel che posso fare anch’io.

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L’ultima dichiarazione di Jean Claude Juncker che ho sentito. L’UE, l’azienda in bancarotta da lui guidata, con 508 milioni di abitanti può ben integrare 2 milioni di asilanti. Che questo figuro non tenga in nessun conto la volontà di una chiara maggioranza dei 508 milioni di suoi sudditi (tali li considera lui) lo sapevamo. A preoccupare è il fatto che non si sia ancora accorto che nei due milioni di persone che lui vuole accogliere di disposte a lasciarsi integrare ce ne sono si e no mille.

Gianfranco Soldati
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