Nel precario equilibrio del ventesimo secolo, fugacità ed equilibrio s’intrecciano, in prospettive differenti, ma eguali, nella loro dinamicità. l’americano Calder e gli svizzeri Fischli/Weiss, nell’esposizione curata da Theofora Vischer, rispondono all’arte americana, in una spirale di prospettiva e ascensione.

i due artisti svizzeri, tra lotte contro la gravità e posizioni necessarie, rispondono all’americano, in un’eterna fantomatica sfida tra possibile e inverosimile, sfidano i limiti imposti dalle convenzioni, fuoriuscendo in uno slancio ascensionale, ergendosi verso l’infinito.

Due modi rispettivi e differenti di intendere l’arte si affiancano nella nuova mostra della Fondazione Beyeler.
Un dialogo proficuo e ricco d’intendimenti, tra aspirazione e realtà.
Una combinazione inaspettata, che rivela risultati inediti e rende possibile, sempre, un confronto, un’apertura.art basel1

Il confine tra gravità e leggerezza diviene sottile, in un’enfasi di distacco dal terreno, ma in un eterno relegamento ad esso. Eppure, come il sogno non ha porte, così la leggerezza sembra vincere, almeno per un attimo, la pesantezza del terreno da cui pur nasce, e vi si distacca, librandosi in un gioco d’equilibrio prospettico.

Sul filo del rasoio del fragile ma ferreo equilibrio delle opere, emblema della precarietà del novecento, secolo terribile e creativo, innovativo nella sua tragicità, dal quale emergono le suddette creazioni, s’instaura così il prototipo dell’esistenziale: in bilico perenne tra passioni terrene e aspirazioni celesti, con un richiamo all’auriga platonico, il cui cavallo bianco tende al cielo, il nero alla terra, alle passioni, mentre l’auriga stesso, l’artista, in questo caso, è costretto a tenere in equilibrio i due poli. Il cocchio dell’arte si libra, reso stabile dalla precarietà stessa del bilico in cui nasce, esperienza di un secolo tragico e nuovo, che ancora, in parte, ci appartiene.

Fino al 4 settembre prossimo, l’istituzione svizzera, ospitata all’interno dell’edificio progettato da Renzo Piano, apre i battenti a un dialogo tra il grande scultore statunitense Alexander Calder e gli artisti svizzeri Peter Fischli e David Weiss, conosciuti in formazione congiunta con il nome di Fischli/Weiss, saranno possibili da ammirare per coloro che vorranno sperimentare il dissidio novecentesco tra vecchio e nuovo mondo, tra cielo e terra, tra equilibrio e fragilità.

L’esposizione è curata da Theodora Vischer, Senior Curator presso la Fondazione Beyeler, e sviluppata in stretta collaborazione con la Fondazione Calder di New York e l’artista Peter Fischli.

L’esposizione “Calder & Fischli / Weiss” è sostenuta dal patrocinio di:

Beyeler-Stiftung
Hansjörg Wyss, Wyss Fondazione

Art Mentor Foundation Lucerne
La Fondazione Broad Art
Ernst Göhner Stiftung
L. + Th. La Roche Stiftung
Simone und Peter Forcart-Staehelin
Terra Foundation for American Art
Walter A. Bechtler Stiftung
Walter Haefner Stiftung

CF