In seguito al G7 dei ministri degli Esteri svoltosi a Lucca negli scorsi giorni, il segretario di Stato USA Rex Tillerson è partito per Mosca al fine di incontrare il suo omologo Sergey Lavrov ed eventualmente anche il presidente russo Putin. La non facile la missione di Tillerson consiste nel convincere Vladimir Putin a ritirare il suo sostegno politico e militare ad Assad e nel far assumere a Mosca le sue responsabilità dell’attacco chimico in Siria. Tillerson aveva sottolineato più volte che anche se non ci sono prove del coinvolgimento diretto di Mosca nell’attacco, è evidente l’incapacità della Russia di mantenere i propri impegni con la comunità internazionale e distruggere gli arsenali di armi chimiche della Siria.

La prima fase dei colloqui tra Tillerson e Lavrov ha visto affrontare il tema delle no-fly zone. Lavrov ha sottolineato l’importanza di conoscere la posizione degli Stati Uniti e “le intenzioni reali dell’amministrazione” di Donald Trump e ha definito i raid compiuti dagli USA una “violazione della legge” che non deve più ripetersi.D’altro canto Tillerson ha dichiarato: “Noi vogliamo ridurre le sofferenze del popolo siriano. La Russia potrebbe essere parte di questo futuro e ricoprire un ruolo importante in esso. Oppure potrebbe continuare a sostenere questo gruppo, il quale secondo noi, non corrisponde ai suoi interessi in una prospettiva a lungo termine”.

Intanto i ministri degli Esteri del G7 concordano sul fatto che “non vi è una soluzione per la Siria con Assad al potere” come dichiarato da Jean Marc Ayrault. Mentre Angelino Alfano si è così espresso sulla questione Russia: “Mi pare prevalente la linea di coinvolgimento della Russia al fine di una concreta collaborazione che eviti un conflitto militare e avvii un processo politico”.