Quattro anni vissuti intensamente per una Lugano di «qualità» (titolo originale)

Il 31 ottobre 2013 Michele Bertini subentrava a Giorgio Giudici nel Municipio di Lugano, nel 2016 viene riconfermato brillantemente. Quattro anni d’esecutivo, l’occasione per una riflessione a tutto campo con il vicesindaco sulla sua azione politica

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da Opinione liberale, per gentile concessione

Michele Bertini. Un bilancio di questi «primi» quattro anni d’esecutivo?

Nel 2013 ho ripreso tre dicasteri: Polizia, Pompieri e Sport. Dal 1. gennaio 2016, con la riorganizzazione dell’amministrazione, il Municipio ha proceduto a una riassegnazione delle responsabilità, accorpando al settore della Sicurezza (Polizia e Pompieri) quello degli Spazi Urbani, dicastero confermato per la legislatura 2016-2020. Questi quattro anni li ho vissuti bene e intensamente! Ci sono stati momenti difficili umanamente – la tragedia della frana di Davesco – e politicamente – le difficoltà finanziarie della Città – e tante occasioni per vivere il territorio, le sue peculiarità ambientali, sociali e culturali.

Quattro anni troppo pochi per realizzare degli obiettivi?

In un esecutivo siamo chiamati ad amministrare bene, a progettare a corto, medio e lungo termine, a reagire tempestivamente su fatti imprevedibili e situazioni emergenti. Però, periodicamente bisogna fare il punto con i propri collaboratori. Perché un dicastero funziona bene se si sa fare squadra. Personalmente, sento anche il dovere di interrogarmi sulla coerenza del mio operato. Obiettivi elettorali rispettati? Contingenze affrontate con concretezza e tempestività? Risultati ottenuti? Progettualità? E’ un esercizio periodico per orientare il proprio lavoro e, se del caso, introdurre dei correttivi.

Aveva promesso attenzione per le «piccole cose», per la qualità di vita, per il centro come per la periferia. Che cosa ha intrapreso e realizzato?

La Divisione Spazi Urbani ha definito parecchi interventi con questa attenzione. Il riordino delle infrastrutture e la nuova pavimentazione in pietra naturale del quartiere Centro (8,5 milioni di franchi). Progetti di riqualifica, come il nuovo parco delle sculture sul lungolago o la sistemazione delle aree di gioco nei vari quartieri. Gli investimenti sono andati a beneficio della periferia – valorizzazione del comparto di Gandria, riqualifica del nucleo tradizionale di Carabbia – come di gran parte del territorio cittadino. E’ recente il messaggio per il miglioramento della sicurezza stradale (11.5 milioni) definito con la collaborazione delle Commissioni di quartiere, delle Assemblee dei genitori e di privati cittadini.

Sul fronte della sicurezza si è beccato anche critiche…

Lugano è tra le città svizzere più sicure. Non per questo abbassiamo la guardia. Abbiamo affrontato situazioni emergenti – prostituzione negli appartamenti, accattonaggio, violenza allo stadio –  rafforzato la videosorveglianza in diversi punti della città. Sono stati potenziati gli effettivi della Polizia comunale per attività specialistiche: lotta alla droga, vandalismi, littering, violenza domestica. Abbiamo investito sulla formazione dei nostri agenti, per esempio per l’applicazione delle norme sulla dissimulazione del volto. Inoltre, introdotto la bicicletta come mezzo di mobilità lenta nei compiti di sorveglianza e di prossimità nei quartieri. Sicurezza è sentirsi sicuri.

Quattro anni e poi?

E poi ci sono i grandi progetti che richiedono un lavoro collegiale in Municipio – Campo Marzio, Polo sportivo, comparto della Stazione – e realtà già operative d’importanza regionale e cantonale – l’aeroporto o il polo sanitario e tecnologico – che vanno sostenute. Senza dimenticare le «piccole cose» che determinano la qualità di vita delle persone, nel rispetto delle diversità e delle fragilità di ogni fase della vita.

E come vive i tempi lunghi della politica?

Ci sono dei tempi progettuali, amministrativi e istituzionali che non si possono influenzare: ne andrebbe della qualità di progettazione, del rispetto della legislazione e del sistema istituzionale. E ci sono tempi lunghi causati dall’ostruzionismo, dalla difesa del proprio orticello, dalla melina politica a fini elettorali o, ancora peggio, dall’inefficienza amministrativa e dall’incapacità politica. Queste lungaggini sono controproducenti e sottraggono dinamicità alla gestione e allo sviluppo della Città.

La difficoltà più grande?

Molte persone in cerca di occupazione o colpite dagli imprevisti della vita mi chiedono aiuto. Posso indirizzarli verso i servizi comunali e cantonali preposti, verso altre istituzioni private che in Ticino coprono i bisogni di consulenza e sostegno materiale. In Città, abbiamo Lugano Network, un servizio per chi cerca un impiego. Queste persone si aspettano di più da un politico. Mi dispiace deluderle, ma nel nostro sistema ci sono dei confini legali, di competenza e di intervento che un politico non deve e non può valicare. Le loro situazioni mi coinvolgono molto.